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In attesa delle Linee Guida per gli Istituti Professionali

Il Miur ha fornito indicazioni operative per la conduzione degli scrutini per l'Anno Scolastico 2018/19

studente esami libri

Dopo l’entrata in vigore del Decreto Legislativo 61/2017, discendente dalla Legge 107/2015, si è proceduto ad avviare il processo di riordino degli istituti professionali.
Tra le norme in attesa di emanazione vi sono le Linee Guida per favorire e sostenere l’adozione del nuovo assetto didattico e organizzativo del biennio e del triennio dei nuovi percorsi di istruzione professionale. Queste ultime sono previste dall’articolo 4, comma 4, del decreto 92/2018, Regolamento emanato dal Miur, di concerto con Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Ministro dell’ economia e delle finanze e Ministro della salute. Nel frattempo, essendo in fase di conclusione la prima annualità del biennio dei nuovi percorsi, gli istituti necessitano di indicazioni operative per la conduzione dello scrutinio. Pertanto, il Miur, in data 4 Giugno 2019, ha diffuso una nota con codeste indicazioni operative (N° 0011981 dello 04/06/2019).

Il primo riferimento per condurre tale valutazione è il Progetto Formativo Individuale, introdotto dal D.Lgs 61/2017, che ciascun consiglio di classe deve redigere entro il 31 gennaio del primo anno di frequenza dello/la studente/essa, aggiornandolo durante l’intero percorso scolastico a partire dal bilancio personale. La nota richiama gli adempimenti prescritti dal D.Lgs 62/2017.
Il consiglio di classe, accertata la frequenza di almeno il 75% del monte ore personalizzato, salvo deroghe giustificate da gravi motivi e valuta gli apprendimenti disciplinari, tenendo conto dei criteri stabiliti dal Collegio Docenti.
Il consiglio può stabilire l’ammissione alla classe seconda e la conferma del Piano Formativo Individuale, l’ammissione alla classe successiva con adeguamenti del P.F.I per situazioni particolari di cambio in presenza di competenze raggiunte, l’ammissione con revisione del P.F.I per valutazione negativa in alcune discipline o per la non completa maturazione delle competenze o l’ammissione con revisione del P.F.I. In quest’ultimo caso vanno previste attività specifiche finalizzate al recupero delle carenze rilevate.
Infine, l’ultima ipotesi è la non ammissione alla classe successiva per valutazione negativa o non raggiungimento delle competenze, con conseguente rimodulazione​ del P.F.I. con previsione di eventuale ri-orientamento, considerando una attenta valorizzazione delle competenze anche parzialmente raggiunte. Per valutare la non ammissione si considera anche il comportamento, facendo riferimento alla votazione, attribuita collegialmente dal Consiglio di classe che non deve essere inferiore a sei decimi.
Ora si attendono i passaggi successivi con l’emanazione delle Linee Guida.

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Che differenza c’è tra decreto legge e decreto legislativo?

Il decreto legge è regolamentato dall’articolo 77 della Costituzione. 

Il decreto legge può essere emanato dal Governo in soli casi di necessità ed urgenza. 

il decreto legge viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra immediatamente in vigore, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la sua decadenza dall’origine.

Il decreto legislativo è regolamentato dell’articolo 76 della Costituzione.

Il decreto legislativo è emanato dal Governo previa delega da parte del Parlamento che fissa anche i principi e criteri direttivi da rispettare per regolamentare la materia sul quale è stato delegato.

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Quali sono i decreti attuativi della Buona Scuola?

La Legge 107 del 2015, meglio nota come legge della Buona Scuola, ha previsto, all’articolo 1 Commi 180 e 181, di delegare il governo per normare determinate materie. Una di queste materie riguardava la riscrittura del Testo Unico delle norme sulla scuola ma non è stata discussa ed approvata. Mentre, le altre materie hanno visto l’emanazione di una serie di decreti legislativi, approvati nel 2017, che vanno dal numero 59 al numero 66 e ciascuno approfondisce una specifica materia che è stata delegata al Governo.

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Cos’è l’ordinamento scolastico?

Per ordinamento scolastico si intende come è organizzato il sistema scuola all’interno di un Paese. 

Nel nostro caso specifico, abbiamo il sistema integrato di educazione, istruzione dagli 0 ai 6 anni di età, che è articolato in servizi educativi e scuola d’infanzia. Nei servizi educativi troviamo i nido, i micro nido, le sezioni primavera. 

Abbiamo, poi, il primo ciclo di istruzione che si articola in scuola primaria, scuola secondaria di primo grado.

Si passa alla scuola secondaria di secondo grado che si articola in istituti tecnici istituti professionali e licei e nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, che include i percorsi triennali e quadriennali.

Infine abbiamo poi il sistema dei centri permanenti di istruzione per gli adulti (CPIA) che includono il percorso di primo livello, di secondo livello e di prima alfabetizzazione per l’acquisizione della lingua italiana.

LEX

Legislazione e Normativa Scolastica.

Decreto Legislativo n. 59 del 1998
Legge n. 53 del 2003 – Riforma Moratti
Decreto Legislativo n. 59 del 2004
PNRR Futura: la Scuola per l’Italia di Domani

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