La certificazione delle competenze e la valutazione con il decreto 62 del 2017

Autore
Luisa Treccani
Pubblicazione
21-10-21

Il decreto 62 del 2017, discendente dalla Buona scuola, regolamenta le norme in materia di valutazione e di certificazione delle competenze nel primo ciclo e negli esami di Stato.

Tale decreto ha come oggetto la valutazione del processo formativo e dei risultati di apprendimento delle alunne e degli alunni, degli studenti e delle studentesse e come finalità la valutazione formativa ed educativa che concorre al miglioramento degli apprendimenti ed al successo formativo degli stessi. Attraverso la valutazione degli apprendimenti e la certificazione delle competenze si documenta lo sviluppo dell’identità personale e si contribuisce a promuovere l’autovalutazione di ciascuno in relazione all’acquisizione di conoscenze, abilità e competenze. Tale decreto ha riorganizzato il precedente DPR n. 122/2009 che ha regolamentato il coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia.

La valutazione riguarda gli apprendimenti ed il comportamento e si ispira ai seguenti principi:

  • Tempestività dell’intervento per favorire eventuali recuperi;
  • Certificazione delle competenze;
  • Partecipazione alle rilevazioni internazionali e nazionali;
  • Miglioramento dei livelli di apprendimento;
  • Universalità della valutazione;
  • Comunicazione efficace e trasparente alle famiglie.

La valutazione degli apprendimenti e la certificazione delle competenze sono responsabilità del personale docente nel rispetto dell’autonomia professionale e della libertà di insegnamento ed in continuità con i criteri e le modalità definite nel collegio docenti ed inseriti nel piano triennale dell’offerta formativa della propria istituzione scolastica.

La professionalità docente impegnata nella valutazione e nella certificazione richiama una evidente e forte responsabilità nell’osservazione, nella verifica e nella certificazione dello sviluppo delle competenze chiave e delle competenze di cittadinanza.

Il D.Lgs. n.62, coordinandosi con i precedenti decreti legislativi in materia, fa riferimento anche allo Statuto delle studentesse e degli studenti, al Patto educativo di corresponsabilità ed ai regolamenti delle istituzioni scolastiche.

La certificazione delle competenze è rilasciata al termine della scuola primaria e del primo ciclo di istruzione ed al superamento dell’esame di Stato conclusivo del primo e del secondo ciclo di istruzione.

Nel primo ciclo di istruzione, i modelli di riferimento sono definiti a livello nazionale dal Ministero dell’istruzione e si rifanno ad alcuni principi contenuti nel profilo dello studente delle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione (Decreto n. 254/2021) e nelle Competenze chiave dell’apprendimento permanente (Raccomandazione del Consiglio d’Europa del 22 maggio 2018).

In tali modelli sono descritti i livelli di acquisizione delle competenze, sono evidenziate le competenze significative, si fa riferimento agli apprendimenti in contesti formali, informali e non formali, è presentato l’eventuale piano educativo individualizzato, è riportato il risultato nelle prove a carattere nazionale per ciascuna disciplina oggetto della rilevazione.

Alunni/e, studenti/esse sono ammessi alla classe successiva e all’ordine successivo di istruzione con livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione. Per prevedere nella scuola primaria una eventuale non ammissione la decisione va assunta all’unanimità in sede di scrutinio.

Per la scuola secondaria di primo grado, la verifica dei requisiti di ammissione prevede anche una verifica della frequenza di almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato, anche se può essere prevista deroga motivata ed approvata dal collegio dei docenti, purché in presenza di una frequenza che consenta elementi sufficienti per una valutazione.

La valutazione nella scuola

Nella sezione “La valutazione nel scuola” trovi approfondimenti relativi al tema per i diversi ordini di scuola e per un aggiornamento sui più recenti interventi legislativi in materia.

Gli articoli 13 e 14 del decreto n. 62 approfondiscono rispettivamente i criteri e le modalità di ammissione all’esame conclusivo dei candidati interni e dei candidati esterni (Art. 14).

Esame conclusivo primo ciclo

Il voto di ammissione all’esame conclusivo del primo ciclo è espresso dal consiglio di classe in decimi, considerando il percorso scolastico dello studente.
L’esame conclusivo verifica conoscenze, abilità e competenze proponendo tre prove scritte in italiano o nella lingua in cui è svolto l’insegnamento, in ambito logico matematico e una prova divisa in sezioni, ciascuna per ogni lingua straniera studiata.
L’esame si conclude con un colloquio. La commissione d’esame ha il compito di predisporre le prove, calendario, criteri per la correzione e la valutazione.

Esame conclusivo secondo ciclo

L’ammissione all’esame di Stato prevede la necessità della frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale, la partecipazione alle prove INVALSI dell’ultimo anno di corso, l’adempimento dell’esperienza del PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento).

Entro il quindici maggio, il consiglio di classe deve elaborare un documento che elenchi contenuti, metodi, spazi e  tempi del percorso formativo, criteri, strumenti di valutazione e obiettivi raggiunti.

L’esame si articola in due prove a carattere nazionale, in italiano o nella lingua di insegnamento, una seconda prova scritta, grafica o scritto-grafica, pratica, compositivo/esecutiva musicale e coreutica riguardante  una o più discipline del corso di studio per accertare conoscenze, abilità e competenze del profilo educativo culturale e professionale della studentessa o dello studente dello specifico indirizzo.

Al Ministero compete scegliere i testi della prima e seconda prova per tutti i percorsi di studio tra le proposte elaborate da una commissione di esperti, mentre nei percorsi dell’istruzione professionale una parte della seconda prova pratica è predisposta dalla commissione d’esame in coerenza con le specificità del piano dell’offerta formativa per accertare le competenze professionali acquisite dal candidato.

L’esame si conclude con un colloquio.

Negli ultimi anni scolastici a partire dal 2019 sono intervenute mofìdifiche nella modalità di conduzione del colloquio finale.

Nello specifico l’O.M. n. 205 del 1 Marzo 2019 è intervenuta sulla conduzione del colloquio e sulla sua preparazione, con una responsabilità diretta della commissione nel preparare dettagliatamente i passaggi propedeutici, in coerenza con il cosiddetto Documento del 15 Maggio. 

Il D.Lgs. n. 62 è intervenuto anche sul peso del credito scolastico rispetto al punteggio complessivo dell’esame, introducendo la tabella A.

A partire dall’A. S. 2019/20 avrebbe dovuto essere riconosciuto al termine dell’esame anche il curriculum della studentessa e dello studente, che, in realtà, è stato introdotto dall’ A.S. 2020/21. Si tratta della descrizione delle discipline del piano di studi con il monte ore complessivo di frequenza, dei livelli di apprendimento conseguiti nelle prove scritte a carattere nazionale, delle competenze maturate.

Personalizzazione

La valutazione e la certificazione di alunni e di studenti richiede una particolare attenzione alle situazioni di disabilità e di disturbi specifici di apprendimento, prevedendo adeguate misure compensative o dispensative per lo svolgimento delle prove o adattamenti delle stesse fino all’ipotesi di esonero.

Qualora la commissione si trovi di fronte ad una eventuale assenza all’esame conclusivo, viene rilasciato un attestato di credito formativo funzionale all’iscrizione ed alla frequenza alla scuola secondaria di secondo grado, a corsi di istruzione e formazione professionale, ai soli fini del riconoscimento di ulteriori crediti.

Nell’esame di Stato della secondaria di secondo grado, la commissione può predisporre una o più prove differenziate con valore equipollente alle ordinarie ma senza farvi cenno nel diploma finale rilasciato, ma inserendo informazioni utili sul percorso dello studente.

Con il DPR n. 80/2013 sono state introdotte rilevazioni nazionali sugli apprendimenti in italiano, matematica e inglese in coerenza con le Indicazioni Nazionali per il curricolo nelle classi seconda e quinta della scuola primaria, nella classe terza della secondaria di primo grado, entro il mese di aprile, il cui risultato non concorre alla composizione del voto finale e  nella classe quinta della scuola secondaria secondo grado, che non concorrere a determinare il voto finale, ma l’eventuale assenza, può legittimare prove suppletive.

Sulla valutazione degli apprendimenti e sulla certificazione delle competenze è piuttosto frequente assistere a continui interventi legislativi, rispetto ai quali è indispensabile tenersi costantemente aggiornati.

Articoli correlati

Partecipare alla gestione della scuola, la sesta delle competenze professionali del docente

Per essere docenti professionisti oggi è necessario prendere parte alla gestione della scuola, sentendosi chiamati in causa nelle scelte di partecipazione della stessa

Lavorare in gruppo, la quinta delle competenze professionali del docente

Saper lavorare in gruppo è una competenza fondamentale per affrontare con professionalità i compiti di un docente

Con il titolo magistrale si può ancora insegnare?

Le sentenze sul titolo magistrale conseguito entro l'anno scolastico 2001/02 pongono dei limiti a chi desidera insegnare nella scuola?

Valutazione e certificazione delle competenze

Il riferimento normativo recente è il D.LGS 62/2017, discendente dalle deleghe della Legge 107/2015, che regolamenta la valutazione e la certificazione delle competenze e gli esami di Stato del primo e del secondo ciclo.

Decreto Legislativo 61/2017: revisione dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP)

Uno dei temi che con la Legge 107 è stato delegato al Governo di allora è stata la revisione dei percorsi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP)

I'M SOCIAL
seguimi