Concorsi della scuola: ultime notizie

La legge di Bilancio, in corso di discussione, affronterà anche il tema della modalità di reclutamento per la scuola secondaria: ne analizziamo le novità salienti.

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Luisa Treccani


Consulente
Legislazione Scolastica


Rifletto sul mondo della scuola non per creare problemi ma per trovare soluzioni!

Con il D. LGS. 59/2017 sono stati ridefinite le modalità di formazione iniziale e di reclutamento per la scuola secondaria. Tale decreto discende da una delle nove deleghe della Legge 107, la cosiddetta Buona Scuola, che all’Art. 1 comma 181 ha elencato una serie di materie demandate al Governo di allora.
Il D. LGS 59 ha istituito il FIT, percorso verticale unitario triennale di formazione e tirocinio, finalizzato ad acquisire ed aggiornare costantemente le conoscenze e le competenze disciplinari e professionali del personale docente. L’accesso al percorso sarebbe avvenuto tramite concorso pubblico nazionale, dopo il conseguimento della laurea magistrale con i relativi dei 24 CFU in ambito pedagogico e metodologico – didattico e dell’eventuale specializzazione in pedagogia e didattica speciale per il ruolo su posti di sostegno. Per ciascuno dei tre anni di FIT il personale doveva essere assunto con contratto di incarico annuale a tempo determinato. In attesa della piena entrata in vigore della procedura con i concorsi banditi successivamente all’Anno Scolastico 2024/2025, era prevista una norma transitoria di esaurimento delle graduatorie, provinciali e regionali o interregionali.
Il Governo giallo-verde sta, però, discutendo in questi giorni, in sede di approvazione della Legge di Bilancio, la modifica del decreto legislativo 59.
Le novità sostanziali sono le seguenti: riduzione da tre a un anno della durata del percorso di formazione e di prova; la conferma in ruolo dovrà avvenire alla conclusione dell’anno di prova; si è costretti alla permanenza presso l’istituto di conferma del ruolo per almeno cinque anni complessivi, uno di prova ed i quattro successivi.
Gli obiettivi dichiarati dal Ministro dell’istruzione sono il superamento della lunga attesa per la stabilizzazione del personale, oggi costretto ad anni di incarico a tempo determinato, la garanzia della continuità didattica, il ripristino del valore abilitante del concorso, la finalizzazione del colloquio orale del concorso alla verifica delle competenze disciplinari ed alla conoscenza della lingua inglese a livello almeno B2, l’istituzione della validità biennale della graduatoria concorsuale.
Rimangono una serie di interrogativi sulla fase di transizione, in particolare per coloro che superati i trentasei mesi di servizio in una classe di concorso, sono in attesa dell’ultima fase del piano straordinario previsto dalla Legge 107.
Affronteremo l’ennesimo tentativo di trovare soluzioni all’annoso problema del precariato nella scuola, speriamo mediando opportunamente le legittime aspettative dei/lle docenti, assunti/e per anni a tempo determinato, con le doverose esigenze degli/lle studenti/esse di avere personale stabile e professionalmente preparato.
Sicuramente il tema susciterà dibattito e confronto.
Gli appuntamenti in programma su questo specifico tema ma anche sugli altri collegati, daranno l’opportunità di un costante aggiornamento.