Didattica a distanza: tante domande…

Nell'emergenza Covid–19, il ricorso alla DAD, didattica a distanza, mi ha stimolato molte domande che vogliono essere soprattutto spunti di riflessione.

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Luisa Treccani


Esperta di
Legislazione Scolastica

Didattica a distanza: tante domande…
Nell'emergenza Covid–19, il ricorso alla DAD, didattica a distanza, mi ha stimolato molte domande che vogliono essere soprattutto spunti di riflessione.



Didattica a distanza

L’attuale situazione di sospensione delle lezioni che si sta protraendo da tempo, ha reso necessario ricorrere alla didattica a distanza che ha fatto emergere tutte le potenzialità del digitale e della tecnologia ma anche posto di fronte ciascuno di noi a difficoltà strutturali, sociali e culturali. 

Le singole scuole hanno avuto la necessità di effettuare alcuni passaggi cruciali prima di avviare tale esperienza: proviamo ad analizzarli. 

Innanzi tutto, data una situazione molto variegata nelle diverse realtà del nostro Paese, un primo passaggio doveva consistere nella ricognizione degli strumenti e delle potenzialità concrete di ciascun istituto e delle famiglie. Questo passaggio è stato fatto? Prima di procedere ad una riprogrammazione dell’attività didattica si è valutato cosa potesse fare la scuola e cosa potessero fare gli alunni, le alunne, gli studenti e le studentesse? 

È chiaro che la situazione emergenziale ha posto tutti, dirigenti, docenti, studenti e genitori di fronte a condizioni mai sperimentate prima, aggravate da un contesto familiare, sociale e culturale fortemente provato. Tuttavia, avere chiaro in quali condizioni poter operare, può fornire un quadro funzionale alla riprogettazione. 

Altro passaggio indispensabile è il confronto, seppur con le difficoltà della distanza, in seno agli organi collegiali: collegio docenti e consigli di classe hanno la necessità di discutere e definire insieme una riprogettazione. Infatti, la proposta di attività didattiche a distanza deve contribuire prima di tutto nel mantenere la continuità, nell’accorciare la distanza fisica cui siamo obbligati, nel mantenere vive le relazioni ed alimentarle in forme nuove e responsabili. L’attività didattica tradizionale ha, infatti, come fulcro la dimensione relazionale, che qui ed ora può fortemente essere messa in crisi. Si tratta di una sfida enorme, ma centrale per favorire un’efficace ricaduta didattica ed il superamento delle povertà educative che la situazione emergenziale ha fatto palesare. 

Il confronto e la condivisione in seno ai diversi organi collegiali offre anche l’occasione per uno stimolo alla crescita formativa nella scoperta di nuove strumentazioni e strategie didattiche, ma anche l’opportunità di condividere modi, tempi e canali per la DAD, prevenendo il rischio di disorientamento negli studenti e nelle famiglie. 

La riprogettare dell’attività didattica non può essere lasciata all’improvvisazione ed alla scelta in solitaria del singolo docente. Infatti, la libertà di insegnamento va ancora rispettata e la si può garantire solo con un dibattito chiaro e costruttivo in seno agli organismi preposti alle scelte educative e didattiche. 

I docenti in seno agli organi collegiali hanno la necessità di attuare quanto previsto dalle Indicazioni Nazionali: individuare i nuclei fondanti delle discipline e procedere, quindi, ad una essenzializzazione del curricolo.

Vengo ora a qualche ulteriore quesito riguardante due temi scottanti: la gestione del tempo e la valutazione. 

Come gestire il cosiddetto time management? Come considerare le ore effettivamente svolte in DAD? Non possiamo pensare di utilizzare i medesimi criteri dell’attività didattica in presenza. Questo aspetto vale sia per la fase di progettazione e di predisposizione della proposta didattica sia per la fase di attuazione con la classe. Quali criteri, allora, condivido come collegio docenti e come consiglio di classe? 

La valutazione: tema delicato e spinoso anche in situazione ordinaria. Pensiamo quanto si complichi ora. Infatti, l’apprendimento è già un fenomeno complesso che non può essere misurato in termini solo quantitativi. 

Posso ancora fare riferimento alle condizioni di una valutazione sommativa e di una valutazione formativa? Ho attualmente considerato tutte le variabili in gioco? 

Come posso verificare la prestazione e valutare la competenza? Può essere di aiuto la costruzione delle rubriche valutative? Sono preparato come collegio docenti, come consiglio di classe e come singolo docente alla costruzione ed all’impiego di questo dispositivo tecnico? Può trasformarsi la situazione di necessità attuale in un’occasione formativa per conoscere, approfondire, costruire e sperimentare questo dispositivo tecnico? 

Alla domanda relativa a cosa fare con la valutazione del corrente anno scolastico dovrebbe fornire qualche elemento di orientamento il Ministero dell’Istruzione con un intervento legislativo ad hoc, che include anche la gestione dell’esame di stato. 

Molti i quesiti posti con l’obiettivo di fornire spunti di riflessione sulla situazione emergenziale ed inaspettata che sta attraversando la società e la scuola. Nessuna pretesa di avere risposte risolutive anche perché le variabili in gioco sono molteplici ed una ricetta che valga per tutti non può funzionare. 

Ogni istituzione scolastica, facendo fronte a tutte le legittime difficoltà contestuali e strutturali, deve cogliere l’occasione per un confronto chiaro, responsabile e rispettoso, per condividere scelte efficaci e funzionali, nella consapevolezza che una condizione quale l’attuale non si è mai verificata prima d’ora. 

LuisaTreccani
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