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Le disposizioni della mente

Le disposizioni della mente. Come educarle insegnando di Arthur L. Costa e Bena Kallick , pubblicato nel 2000, in edizione italiana del 2007, offre un interessante spunto per riflettere sulle scelte didattiche.

disposizioni-mente

Per disposizioni della mente si intendono comportamenti da assumersi con sicurezza in occasioni appropriate, stimolati dalla situazione contingente.
Il saggio, dopo aver definito cosa siano le disposizioni della mente, spiega perché sia significativo insegnarle, esemplifica come riuscirci e quali percorsi si possano utilizzare per valutarle.
L’efficacia della loro sperimentazione e del loro insegnamento sta proprio nella possibilità di richiamarle di fronte alle necessità. Inoltre, si ritiene che chi sappia ricorrere a tali disposizioni per far fronte in particolare a situazioni incerte o sfidanti, maturi comportamenti riflessivi e cooperativi.
Il contributo apportato da diversi e svariati pensatori in pedagogia e in psicologia, ci consente di sostenere che  l’intelligenza è un repertorio di abilità in continua estensione, tanto da azzardare obiettivi di apprendimento sempre diversi e crescenti: H. Gardner (1983) con le forme multiple dell’intelligenza, R. Sternberg (1983) con i tre tipi di intelligenza, D. Perkins (1995) con l’intelligenza apprendibile, D. Goleman (1995) con l’intelligenza emotiva,… sono solo una parte dei molti contributi a sostegno di una concezione incrementale dell’intelligenza.
Applicare tali teorie nella quotidiana pratica didattica implica la stimolazione di abilità di autoregolazione e di  metacognitive, per essere attrezzati ad affrontare le inevitabili difficoltà di compito: gli studenti e le studentesse sono, così, costantemente sollecitati a porsi domande, ad accettare sfide nuove, a cercare soluzioni, a spiegare i processi, ad essere responsabilizzati rispetto a scelte consapevoli.
In tale contesto, H. Mann ha focalizzato la propria attenzione su 16 disposizioni in particolare, cercando in questo modo di classificare abilità, atteggiamenti, inclinazioni che mettiamo in atto con spontaneità e frequenza.
Le 16 disposizioni classificate sono le seguenti:

  1. persistere,
  2. gestire l’impulsività,
  3. ascoltare con comprensione ed empatia,
  4. pensare in maniera flessibile,
  5. pensare sul pensare (metacognizione),
  6. impegnarsi per l’accuratezza,
  7. fare domande e porre problemi,
  8. applicare la conoscenza pregressa a nuove situazioni,
  9. pensare e comunicare con chiarezza e precisione,
  10. raccogliere informazioni con tutti i sensi,
  11. creare, immaginare, innovare,
  12. rispondere con meraviglia e stupore,
  13. assumere rischi responsabili,
  14. trovare il lato umoristico,
  15. pensare in maniera indipendente,
  16. rimanere aperti all’apprendimento continuo.

Tali atteggiamenti non vengono assunti in modo isolato tra loro. Inoltre, tale elenco è stato, poi, progressivamente sviluppato ed arricchito.
Sintetizzare in una pagina tutta la ricchezza e profondità di tale contributo non è facile, ma la speranza è che le riflessioni riportate stimolino a fare sempre della scuola una palestra per  la mente.

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Quali sono le competenze dell’insegnante?

L’articolo 27 del contratto collettivo comparto scuola 2016-2018 definisce quali sono le competenze di un docente: competenze disciplinari, informatiche, linguistiche, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali, di orientamento e di ricerca, documentazione e valutazione, che sono coordinate tra di loro, si richiamano vicendevolmente e sono costantemente oggetto di formazione sia attraverso la formazione vera e propria sia attraverso l’attività sul campo che oggetto di riflessione sulla stessa.

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