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Educazione civica a scuola: cosa, come e quando

Da quando diventa obbligatorio l'insegnamento dell'educazione civica nella scuola?


Luisa Treccani
Educazione civica a scuola: cosa, come e quando

La Legge 92/2019 rivede l’insegnamento di Cittadinanza e Costituzione con la reintroduzione dell’Educazione Civica.
L’Articolo 2 prevede l’obbligatorietà di tale insegnamento dal 1° settembre 2019 nelle scuole di ogni ordine e grado, senza l’aggiunta di ore di insegnamento e reclutamento di nuovi insegnanti con competenze specifiche. Ogni  istituzione scolastica deve prevedere 33 ore di insegnamento di educazione civica, non aggiuntive ma attraverso una curvatura degli insegnamenti proposti nella propria offerta formativa. Mentre per la scuola dell’infanzia è previsto siano proposte iniziative di sensibilizzazione al tema della cittadinanza responsabile.
Per raggiungere le finalità del decreto è possibile sfruttare anche la percentuale di autonomia demandata alle scuole stesse.
Nel primo ciclo di istruzione tali ore sono trasversali a tutte le discipline; nella secondaria di secondo grado sono affidate a docenti abilitati all’insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche, con il coinvolgimento di tutto il corpo docente.
L’art. 3, Sviluppo delle competenze e obiettivi di apprendimento, elenca una serie di aree tematiche che dovranno essere oggetto di studio nei vari ordini di scuola in coerenza con le rispettive Indicazioni Nazionali o Linee Guida.
Sono, inoltre, specificati i traguardi di competenza desunti da alcuni documenti di riferimento, quali la Costituzione Italiana, contributi dell’Unione europea e degli organismi internazionali, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile,… 
I temi proposti sono, già, comunque, presenti nel curricolo nazionale, tuttavia, la Legge ne enfatizza la dimensione di trasversalità. A tal fine ha previsto un coordinamento con il compito di formulare la proposta di voto, dopo aver acquisito tutti gli elementi conoscitivi dai docenti coinvolti.
All’art 3 si prevede, inoltre, la promozione dell’educazione stradale, dell’educazione alla salute e al benessere, dell’educazione al volontariato e alla cittadinanza attiva, e la messa in campo di azioni volte a rafforzare il rispetto nei confronti di persone, animali e natura.
Le tematiche e gli obiettivi previsti sono molteplici con una marcata trasversalità, tuttavia, la votazione prevista è una ed espressa in decimi. Nei consigli di classe potrà accendersi parecchio confronto per verificare e valutare con attenzione conoscenze, abilità e competenze con un risvolto anche etico e comportamentale.
Un articolo specifico è, poi, dedicato alla cittadinanza digitale, l’art. 5: saper fruire in modo consapevole e critico dei media e della rete, partecipando attivamente ad un dibattito pubblico, creando e gestendo in sicurezza la propria identità digitale.E’ anche istituita a livello nazionale la Consulta dei diritti e dei doveri del bambino e dell’adolescente digitale, in coordinamento con il Tavolo tecnico per la prevenzione e il contrasto del Cyber bullismo, previsto dalla Legge 71/2017, art. 3.
L’art. 6 si dedica nello specifico alla formazione del personale docente nell’alveo del piano nazionale di formazione. Gli articoli 7 e 8 sono volti a promuovere la continuità su tali temi con la famiglia e con il territorio, avvalendosi rispettivamente del Patto Educativo di Corresponsabilità e di esperienze formative extra curriculari.
È istituito l’albo delle buone prassi ed indetto annualmente un concorso nazionale proprio per promuovere la formazione di educazione civica e sensibilizzare alla sua significatività.

Già la Legge 169/2008 sinteticamente ricordata come la Riforma Gelmini, aveva fatto confluire obiettivi e conoscenze dell’educazione in un nuovo insegnamento: Cittadinanza e Costituzione. Tale insegnamento doveva essere inerito nell’ambito delle aree storico-geografica e storico-sociale e del monte ore complessivo previsto per le stesse.
Attraverso tale insegnamento si è cercato di far maturare competenze e comportamenti di cittadinanza attiva ispirati ai valori della responsabilità, legalità, partecipazione e solidarietà. La finalità allora esplicitata è stata costruire più ampie competenze di cittadinanza, rispetto agli obiettivi del tradizionale insegnamento di Educazione civica.
Per questo, sede di scrutinio intermedio e finale venne valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attività ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede. 

La legge 92 così approvata è stata frutto della sintesi di 15 proposte di parlamentari provenienti da diverse compagini politiche. Il Disegno di legge (DDL) 1264, passato definitivamente il 1° agosto nell’Aula del Senato, non è approdato in Gazzetta Ufficiale entro il 31 Agosto. Per questo è nato un dibattito attorno alla proposta di una prima sperimentazione per l’Anno Scolastico 2019/20. Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha valutato la proposta ed espresso il proprio parere sfavorevole. Il MIUR ha assunto le posizioni del CSPI, pertanto, l’entrata ufficiale in vigore della Legge 92 sarà il primo Settembre 2020.

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