Educazione Civica rimandata all’anno prossimo

Il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione ha espresso parere negativo sulla sperimentazione per l'A.S. 2019/20: analizziamo i motivi

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Luisa Treccani


Consulente
Legislazione Scolastica


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Cosa è il CSPI

Il CSPI è un organo che garantisce l’unitarietà del sistema nazionale di istruzione. Lo stesso esprime pareri consultivi in merito agli indirizzi sulle politiche del personale della scuola, sulle direttive del Ministro e sugli obiettivi, indirizzi e standard del sistema di istruzione e sull’organizzazione generale dell’istruzione.
Il CSPI è succeduto al Consiglio Nazionale Pubblica Istruzione (CNPI) ed i suoi componenti sono eletti tra docenti in rappresentanza di ogni ordine e grado di scuola o nominati dal Ministro.

A proposito della sperimentazione

Il CSPI, ricevuta  in data 27 agosto 2019, la nota prot. 26230 riguardante lo schema di decreto istitutivo della sperimentazione nazionale per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica in tutte le scuole del primo e secondo ciclo di istruzione, ha analizzato il contenuto del testo e del relativo Allegato A, sottolineando molte perplessità in ordine ai tempi ed ai modi di attuazione della stessa.
Nello specifico, il CSPI ritiene tardivo l’avvio di un percorso, definito il 5 Settembre 2019, senza avere adeguatamente affrontato tutti i passaggi propedeutici, organizzativi e didattici, con i docenti e negli organismi della scuola.
Inoltre, la proposta non delinea la platea dei destinatari, i tempi di attuazione, gli obiettivi da raggiungere, gli strumenti di rilevazione e di analisi dell’esperienza sperimentale.
Nell’Allegato A, il CSPI rileva una classificazione sullo stesso piano di comportamenti, capacità, conoscenze, legati alla educazione civica, non approfondendo la differenza tra i termini, con conseguente difficoltà per i docenti nell’esprimere una valutazione sugli esiti degli apprendimenti in educazione civica.

Tutto rinviato

Alla luce di tali osservazioni, il CSPI suggerisce il rinvio all’anno Scolastico 2020/21, raccomandando alcuni indispensabili accorgimenti:

  • Condividere il senso della proposta, chiarendo la dicotomia educazione civica come disciplina autonoma o come insegnamento trasversale;
  • Sfruttare l’A.S. corrente per evitare improvvisazioni;
  • Intraprendere un adeguato percorso di formazione del personale ;
  • Valorizzare le esperienze già attuate dalle scuole in questi anni in Cittadinanza e Costituzione;
  • Promuovere un’apertura al territorio per recuperare le esperienze significative promosse;
  • Favorire il coinvolgimento e la responsabilità degli enti locali;
  • Superare la cosiddetta clausola di invarianza, che introduce impegni nuovi e gravosi, senza il necessario apporto di risorse umane e materiali;
  • Preparare anche studenti e genitori all’importanza del nuovo insegnamento;
  • Approfondire e definire la modalità di valutazione della nuova disciplina;
  • Approfondire le connessioni con il comportamento sociale e civile.

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