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Riferimenti normativi e contrattuali per essere insegnante oggi

Come sintesi degli approfondimenti sulle competenze per insegnare, si lancia una proposta di accompagnamento e arricchimento della professionalità docente

essere insegnanti oggi

Una sintesi non di conclusione ma di apertura di un dibattito, prendendo spunto dalle dieci nuove competenze per insegnare di Philippe Perrenoud.

Partendo, infatti, dagli approfondimenti fatti sulle singole dieci competenze elencate ed analizzate da Philippe Perrenoud come competenze per insegnare, voglio offrire una sintesi di alcuni riferimenti chiave irrinunciabili per poter essere professionisti oggi nel mondo della scuola.

Il primo riferimento fondamentale deve essere il Testo Unico delle norme sulla scuola, il d.lgs n. 297 del 1994, all’interno del quale sono anche attentamente elencati i rispettivi organi collegiali di una istituzione scolastica, la loro composizione, la loro durata e i vari compiti che a ciascuno sono assegnati.

Il secondo riferimento irrinunciabile è il DPR n. 275 del 1999, il regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche, grazie al quale ogni scuola ha visto riconosciuta autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo.

Un ulteriore riferimento è la legge della buona scuola, la legge n. 107 del 2015, che ha dichiarato nelle intenzioni iniziali la volontà di dare piena attuazione all’autonomia delle istituzioni scolastiche. Accanto a tale legge vi sono una serie di decreti attuativi della buona scuola che devono essere letti e conosciuti perché riguardano dei temi molto importanti:  l’inclusione, la riorganizzazione dell’istruzione e della formazione professionale, la valutazione e la certificazione delle competenze,…

Riferimento chiave devono, poi, essere le Indicazioni nazionali e linee guida, testi articolati in modo differente per i vari ordini di scuola per il primo ciclo e per la scuola secondaria di secondo grado distinti per istituti tecnici, professionali e licei.

Va poi richiamato il contratto collettivo del comparto scuola (CCNL) nelle due più recenti articolazioni: il contratto del 2006/2009 da cui sono stati attinti molti articoli per la stesura e l’approvazione del contratto collettivo del comparto scuola del 2016/2018.

Infine, ma non per importanza, il documento con le otto competenze chiave per l’apprendimento permanente, documento trasversale perché punto di riferimento irrinunciabile.

Va naturalmente conosciuto anche il percorso che ha caratterizzato la storia del nostro paese dall’inserimento all’integrazione e dall’integrazione all’inclusione, che trova nella legge n. 517/1977, nella legge n. 104/1992, nel recente D.Lgs. n. 66/2017 alcuni riferimenti imprescindibili, oggetto di specializzazione nei percorsi TFA sostegno.

Logicamente, la presente sintesi non può essere esaustiva dell’articolato scenario della legislazione scolastica che va conosciuta ed approfondita, ma offre alcuni riferimenti indispensabili che non possono essere trascurati per essere professionisti nella scuola.

Concluderei la presente sintesi, facendo riferimento all’articolo 27 del contratto comparto scuola che, infatti, racchiude in sé tutte le competenze che sono indispensabili per poter insegnare:

Il profilo professionale dei docenti è costituito da competenze disciplinari, informatiche, linguistiche, psicopedagogiche, metodologico-didattiche, organizzativo-relazionali, di orientamento, di ricerca, documentazione e valutazione, tra loro correlate ed interagenti che si sviluppano col maturare dell’esperienza didattica, attività di studio e la sistematizzazione nella pratica didattica.

Prendere spunto da questo articolo 27 ritengo sia molto interessante per continuare l’approfondimento nel dettaglio ciascuna delle competenze di una complessa professionalità come quella del docente. Inoltre, accanto all’analisi di ogni competenza, può essere significativo e stimolante costruire una sorta di bilancio delle competenze che, periodicamente, ciascuno di noi docenti potrebbe utilizzare per fare il punto della situazione e capire che cosa va aggiornato, sistematizzato, approfondito.

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La ricostruzione di carriera docenti è una pratica amministrativa che permette di riconoscere gli anni di servizio prestati ai fini dello stipendio e dell'anzianità.

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FAQ

Domande Frequenti Correlate.

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Quali permessi retribuiti sono previsti per chi è di ruolo nella scuola?

8 giorni per partecipare a concorsi ed esami, eventualmente comprensivi anche del viaggio.

3 giorni di lutto per evento anche non continuativi, per la perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, di un componente per nucleo familiare o convivente stabile o affine di primo grado.

3 giorni di permesso per motivi personali o familiari, da documentare anche attraverso autocertificazione.

15 giorni consecutivi per il matrimonio, da fruire da una settimana prima a due mesi successivi all’evento.

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Cosa si intende con l’affermazione privatizzazione del pubblico impiego?

Con l’affermazione privatizzazione del pubblico impiego si fa riferimento a quel processo che, passando attraverso il decreto legislativo n. 92 del 1993 ed il cosiddetto Testo Unico del pubblico impiego, il decreto legislativo n. 165 del 2001, ha progressivamente equiparato la disciplina del pubblico dipendente a quella del lavoratore privato.

Questo processo ha comportato l’introduzione di un contratto individuale di lavoro ed una contrattazione collettiva di settore.

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Cosa ha comportato il processo di privatizzazione del pubblico impiego?

Ha comportato una serie di effetti.

  • La separazione tra indirizzo politico e l’attività di gestione. L’ indirizzo politico è detenuto dalla governo dagli organi di governo e fissa le linee generali e gli obiettivi. Le attività di gestione degli organismi, in particolare dirigenziali, sono volti ad attuare le scelte dell’indirizzo politico.
  • Effetti sul rapporto di lavoro inserito nel quadro della contrattazione collettiva nazionale e dei contratti individuali di lavoro di istituzione del ruolo unico di dirigenza.
  • La definizione di un trattamento di base stabilito in base all’efficienza e al raggiungimento di determinati obiettivi prefissati.
  •  La devoluzione delle controversie del rapporto di lavoro al giudice ordinario.
  •  L’istituzione del ruolo unico dirigenziale.
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Che cos’è un’azione in autotutela nella scuola?

Nell’azione in autotutela la scuola interviene unilateralmente, con mezzi a disposizione, per tentare di tutelare la propria sfera d’azione, per eliminare o conservare un atto invalido o inopportuno.

Sono considerati azione in autotutela i seguenti esempi: la correzione della graduatoria d’istituto, la sistemazione dei punteggi nella graduatoria dei concorsi, l’annullamento di un atto illegittimo…

Si definisce azione in autotutela in quanto la scuola interviene senza bisogno di attendere che un cittadino segnali l’errore o ricorra in tribunale.

Si tratta, pertanto, di un azione volta ad evitare contenziosi, giustificata da ragioni di interesse pubblico, che tiene conto degli interessati e dei controinteressati.

Le azioni di autotutela possono essere classificate in esecutive o decisorie.

LEX

Legislazione e Normativa Scolastica.

Decreto Legislativo n. 111 del 1995
Circolare Ministeriale n. 674 del 2016
DPR n. 249 del 1998
DPR n. 235 del 2007

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