Faq Scuola

Durante la chiusura della scuola per elezioni il personale deve essere in servizio?

È possibile di fronte a conclamate esigenze di servizio ma richiamando la contrattazione.

L’O.M. n.185/1995 (art. 3, comma 30) prevede che: gli insegnanti a disposizione per la temporanea chiusura dei locali della sede di servizio a causa di disinfestazione o di consultazione elettorale non sono da considerare in soprannumero e non possono essere pertanto utilizzati negli
altri plessi del circolo o nelle sezioni staccate o scuole coordinate
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Una eventuale disposizione da parte del dirigente scolastico, attraverso un ordine di servizio, che preveda la prestazione lavorativa di ATA o docenti, originariamente assegnati ai plessi dove non si svolgono le elezioni, nel plesso o nei plessi in cui si svolge la normale attività didattica, può avvenire, in relazione a conclamate esigenze di servizio, ma sempre nell’ambito di quanto previsto dalla contrattazione di scuola, ai sensi dell’art. 6, comma 2, lettere h e m del CCNL/2007 (flessibilità contrattata).

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Il documento di valutazione nella scuola primaria viene elaborato da ogni istituzione scolastica e deve contenere la disciplina, gli obiettivi di apprendimento o i nuclei tematici, il livello e il giudizio descrittivo relativo agli obiettivi di apprendimento che si intende esprimere per quanto riguarda l’attività degli alunni.

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Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto scuola ha uno specifico spazio dedicato alla formazione: gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/09, confermati dal successivo CCNL 2016/18.
Lo stesso riposta, infatti che la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un’efficace politica di sviluppo delle risorse umane.
Per il personale Ata, la partecipazione alle iniziative di aggiornamento avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo.
Per il personale docente sono previsti cinque giorni nel corso dell’anno scolastico, sia per frequentare che per ricoprire il ruolo di formatore.

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Gli organi collegiali che prevedono un rinnovo attraverso elezione sono i seguenti: 

  • consiglio di istituto e giunta esecutiva, rinnovati ogni tre anni. Se nel triennio decade un rappresentante, si procede con la surroga nominando il primo dei non eletti nelle rispettive liste. La rappresentanza studentesca è rinnovata annualmente. Nel caso di esaurimento delle liste/in cui non siano rappresentati tutte le componenti, si procede con elezioni supplettive. 
  • Comitato di valutazione dura in carica tre anni scolastici. 
  • Consiglio di intersezione, di interclasse e di classe sono rinnovati annualmente con procedura semplificata. 

(Fonti: Testo Unico in materia di istruzione, come modificato dal DL n. 9/2020, convertito con L. n. 12/2020, OO.MM. nn. 267/1995, 293/1996 e 277/1998).

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La validità dell’anno scolastico può essere finalizzata a vari scopi: punteggio in graduatoria d’istituto per le supplenze del personale a tempo determinato; punteggio per la graduatoria interna del personale a tempo indeterminato ai fini dell’individuazione dei perdenti posto; riconoscimento dell’anno ai fini della ricostruzione di carriera;…

A prescindere dallo scopo, l’anno scolastico è considerato valido se sono prestati almeno 180 giorni di servizio o si è prestato servizio continuativo dal primo febbraio agli scrutini.

Questo è previsto dal D.Lgs n, 297/1994 in diversi articoli a seconda dello scopo: art. 438 c. 1 per il superamento del periodo di prova; art. 527 c. 2 per la retribuzione delle supplenze annuali; art. 489 c. 1 per la validità dell’intero anno scolastico, precisato a decorrere dall’A.S. 1974/75 e ripreso dalla Legge n. 124/1999 art. 11 c. 14

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