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Cosa deve contenere il documento di valutazione nella scuola primaria?

Il documento di valutazione di ogni istituzione deve contenere alcuni elementi fondamentali.

Sulla valutazione della scuola primaria sono intervenute delle modifiche con la reintroduzione dei giudizi a dicembre 2020.

Quindi, il documento di valutazione nella scuola primaria viene elaborato da ogni istituzione scolastica e deve contenere la disciplina, gli obiettivi di apprendimento o i nuclei tematici, il livello e il giudizio descrittivo relativo agli obiettivi di apprendimento che si intende esprimere per quanto riguarda l’attività degli alunni e delle alunne.

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Domande e risposte correlate

Quando si parla di trasparenza nella pubblica amministrazione e nella scuola s’intende l’accessibilità totale di dati e di documenti in possesso della pubblica amministrazione, al fine di tutelare i diritti dei cittadini, di favorire la partecipazione agli interessi dell’attività amministrativa e di favorire forme diffuse di controllo nel perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

I giudizi nella scuola primaria sono stati reintrodotti a partire dall’anno scolastico 2020/21 e i due più recenti riferimenti sono l’ordinanza ministeriale n. 172 del 4 dicembre 2020 e le cosiddette Linee Guida allegate all’ordinanza dove si spiega che si deve progressivamente passare dall’espressione del voto alla formulazione di giudizi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria.

L’espressione di giudizio all’interno della scuola primaria per quanto riguarda la valutazione periodica e finale riguarda gli obiettivi di apprendimento che ogni istituzione scolastica ed ogni consiglio di classe o docente avrebbe dovuto individuare e si distinguono per anno scolastico e per disciplina di insegnamento.

Sono organismi di partecipazione delle istituzioni scolastiche composte da coloro che “vivono” la scuola: dirigente, docenti, personale ata, studenti/esse nella secondaria di secondo grado, genitori. 

La composizione, i compiti, i tempi di durata in carica, il funzionamento sono regolamentati dal D. Lgs n. 297/1994, noto come Testo Unico in materia di istruzione, dall’art. 5 all’art. 15.

Tale testo è stato aggiornato nel corso degli anni con una serie di interventi legislativi. Le ultime modifiche discendono dal D.L. n. 1/2020, convertito con modifiche dalla L. n. 12/2020.

Si tratta di un istituto contrattuale che consente di instaurare un dialogo e di partecipare costruttivamente ad approfondire le tematiche oggetto di informativa e di risolvere controversie al tavolo trattante.

Nel CCNL Comparto Scuola 2016/18 è regolamentato all’Art. 6.

Il confronto si avvia partendo dalla informativa fornita ai soggetti sindacali e a seguito della richiesta da parte sindacale o come scelta di parte datoriale entro cinque giorni dal ricevimento dei materiali.

Nei quindici giorni successivi all’avvio del confronto si devono svolgere gli incontri e si deve redigere verbale conclusivo di sintesi delle posizioni e dei lavori.

L’O.M. n.185/1995 (art. 3, comma 30) prevede che: gli insegnanti a disposizione per la temporanea chiusura dei locali della sede di servizio a causa di disinfestazione o di consultazione elettorale non sono da considerare in soprannumero e non possono essere pertanto utilizzati negli
altri plessi del circolo o nelle sezioni staccate o scuole coordinate
.
Una eventuale disposizione da parte del dirigente scolastico, attraverso un ordine di servizio, che preveda la prestazione lavorativa di ATA o docenti, originariamente assegnati ai plessi dove non si svolgono le elezioni, nel plesso o nei plessi in cui si svolge la normale attività didattica, può avvenire, in relazione a conclamate esigenze di servizio, ma sempre nell’ambito di quanto previsto dalla contrattazione di scuola, ai sensi dell’art. 6, comma 2, lettere h e m del CCNL/2007 (flessibilità contrattata).

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