Faq Scuola

Qual è la durata massima di un’assemblea nella scuola?

Per definire la durata massima di un'assemblea, non basta il contratto ma interviene la contrattazione regionale.

In virtù dell’articolo 23 comma 6 del contratto collettivo comparto scuola, un’assemblea ha una durata massima di due ore e, nel momento in cui vi partecipo, devo vedere riconosciuto anche il tempo necessario per rientrare in servizio o per raggiungere la sede dell’assemblea. Nel caso in cui l’assemblea non sia convocata per una singola istituzione scolastica nell’ambito di un comune ma si tratti di un assemblea provinciale, subentra la contrattazione regionale che stabilisce la durata massima di questa assemblea e deve tenere conto, in questo arco temporale, anche del tempo utile o per raggiungere l’assemblea o per rientrare nella sede di servizio.

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La comunicazione relativa alla convocazione dell’assemblea deve essere diffusa dall’istituzione scolastica. Infatti, i promotori inviano una comunicazione rispetto alla convocazione, al giorno, all’ora, all’ordine del giorno, alla sede dell’assemblea e all’eventuale partecipazione di esterni al dirigente scolastico.

Quest’ultimo, ricevuta la convocazione almeno 6 giorni prima della data indicata, deve procedere a diffondere immediatamente la notizia della convocazione e raccogliere le eventuali adesioni, in modo tale da poter organizzare il servizio conseguentemente ad un eventuale partecipazione del personale.

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In base all’articolo 23 del contratto collettivo comparto scuola 2016/18, ogni dipendente che lavora presso un istituzione scolastica, sia esso a tempo indeterminato o a tempo determinato, ha diritto a 10 ore di assemblea per anno scolastico. Queste assemblee devono essere organizzate in orario di servizio e il lavoratore vi può partecipare e ha diritto al riconoscimento della retribuzione.

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In virtù dell’articolo 23 comma 9 del contratto collettivo del comparto scuola, nel momento in cui è convocata un’assemblea del personale docente, il dirigente deve registrare la volontà di partecipare da parte degli interessati, deve, conseguentemente, sospendere temporaneamente le attività didattica nel periodo utile per partecipare all’assemblea e deve tenere anche conto del tempo utile per poter rientrare in servizio.

Nel caso, invece, in cui si tratti di partecipazione ad assemblea da parte del personale ATA bisogna fare riferimento al contratto d’istituto all’interno del quale sono indicati i criteri per individuare il personale che, a turno, può partecipare all’assemblea.

Infine, è importante ricordare come, in occasione degli scrutini e degli esami finali, non è prevista la possibilità di convocare assemblea in orari coincidenti con gli scrutini e gli esami finali.

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Quando si parla di trasparenza nella pubblica amministrazione e nella scuola s’intende l’accessibilità totale di dati e di documenti in possesso della pubblica amministrazione, al fine di tutelare i diritti dei cittadini, di favorire la partecipazione agli interessi dell’attività amministrativa e di favorire forme diffuse di controllo nel perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

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È la persona fisica o giuridica, autorità pubblica, servizio o altro organismo che, singolarmente o insieme ad altri, determina le finalità e i mezzi del trattamento di dati personali. Nel caso della scuola è l’istituzione scolastica nella persona del dirigente scolastico

DDI e privacy: indicazioni generali – Giugno 2020 – pp. 2
Regolamento UE 2016/76 –  art. 4 n. 7 e art. 28

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Il referente Covid è una nuova figura identificata tra i dipendenti di ciascuna istituzione scolastica che, a partire dall’A.S. 2020/21, ha un ruolo centrale nel gestire le situazioni di emergenza sanitaria che si possano manifestare.
L’incarico può essere ricoperto da più persone a seconda della complessità
dell’istituto.
L’obbligo di avere tale figura discende dalla normativa in materia di prevenzione e contenimento del contagio da COVID-19 e dal Protocollo d’Intesa per garantire l’avvio dell’anno scolastico, nel rispetto delle regole di Sicurezza per il contenimento della diffusione di COVID-19.

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Con la Legge 107/2015, la cosiddetta Buona Scuola,  all’art. 1 c. 2, il Piano dell’Offerta Formativa ha assunto una durata Triennale: PTOF.
Lo stesso può, comunque, essere rivisto ogni anno entro il mese di ottobre.

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