Faq Scuola

La malattia interrompe il congedo parentale?

Durante il congedo parentale si può far valere il diritto di stare a casa giustificando con l'assenza per malattia

Sì, se durante il periodo di congedo parentale subentra la malattia della madre o del bambino si può interrompere, giustificare i giorni di malattia con il certificato medico e riprendere il congedo alla conclusione della malattia. La situazione è chiarita dalla Circolare Inps n. 8 del 17/01/2003 punto 5 lettera a.

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Per ordinamento scolastico si intende come è organizzato il sistema scuola all’interno di un Paese. 

Nel nostro caso specifico, abbiamo il sistema integrato di educazione, istruzione dagli 0 ai 6 anni di età, che è articolato in servizi educativi e scuola d’infanzia. Nei servizi educativi troviamo i nido, i micro nido, le sezioni primavera. 

Abbiamo, poi, il primo ciclo di istruzione che si articola in scuola primaria, scuola secondaria di primo grado.

Si passa alla scuola secondaria di secondo grado che si articola in istituti tecnici istituti professionali e licei e nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, che include i percorsi triennali e quadriennali.

Infine abbiamo poi il sistema dei centri permanenti di istruzione per gli adulti (CPIA) che includono il percorso di primo livello, di secondo livello e di prima alfabetizzazione per l’acquisizione della lingua italiana.

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La comunicazione relativa alla convocazione dell’assemblea deve essere diffusa dall’istituzione scolastica. Infatti, i promotori inviano una comunicazione rispetto alla convocazione, al giorno, all’ora, all’ordine del giorno, alla sede dell’assemblea e all’eventuale partecipazione di esterni al dirigente scolastico.

Quest’ultimo, ricevuta la convocazione almeno 6 giorni prima della data indicata, deve procedere a diffondere immediatamente la notizia della convocazione e raccogliere le eventuali adesioni, in modo tale da poter organizzare il servizio conseguentemente ad un eventuale partecipazione del personale.

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In virtù dell’articolo 23 comma 6 del contratto collettivo comparto scuola, un’assemblea ha una durata massima di due ore e, nel momento in cui vi partecipo, devo vedere riconosciuto anche il tempo necessario per rientrare in servizio o per raggiungere la sede dell’assemblea. Nel caso in cui l’assemblea non sia convocata per una singola istituzione scolastica nell’ambito di un comune ma si tratti di un assemblea provinciale, subentra la contrattazione regionale che stabilisce la durata massima di questa assemblea e deve tenere conto, in questo arco temporale, anche del tempo utile o per raggiungere l’assemblea o per rientrare nella sede di servizio.

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In base all’articolo 23 del contratto collettivo comparto scuola 2016/18, ogni dipendente che lavora presso un istituzione scolastica, sia esso a tempo indeterminato o a tempo determinato, ha diritto a 10 ore di assemblea per anno scolastico. Queste assemblee devono essere organizzate in orario di servizio e il lavoratore vi può partecipare e ha diritto al riconoscimento della retribuzione.

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In virtù dell’articolo 23 comma 9 del contratto collettivo del comparto scuola, nel momento in cui è convocata un’assemblea del personale docente, il dirigente deve registrare la volontà di partecipare da parte degli interessati, deve, conseguentemente, sospendere temporaneamente le attività didattica nel periodo utile per partecipare all’assemblea e deve tenere anche conto del tempo utile per poter rientrare in servizio.

Nel caso, invece, in cui si tratti di partecipazione ad assemblea da parte del personale ATA bisogna fare riferimento al contratto d’istituto all’interno del quale sono indicati i criteri per individuare il personale che, a turno, può partecipare all’assemblea.

Infine, è importante ricordare come, in occasione degli scrutini e degli esami finali, non è prevista la possibilità di convocare assemblea in orari coincidenti con gli scrutini e gli esami finali.

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In base all’articolo 23 comma 4 del contratto collettivo comparto scuola, le assemblee programmate in orario di servizio e coincidente con le lezioni devono essere svolte nella prima fascia oraria o nell’ultima fascia oraria delle lezioni. Per quanto riguarda, invece, le assemblee che coinvolgono il personale ATA, le stesse possono essere anche in orari non coincidenti con quelli delle lezioni e quindi in orari intermedi

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La contrattazione integrativa è regolamentata dall’Art. 7 CCNL Comparto Scuola 2016/18.

Nello specifico, le materie su cui è possibile contrattare in ogni specifico istituto sono elencate nel medesimo CCNL all’Art.22 comma 4 lettera c.

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Il diritto di accesso agli atti amministrativi è il diritto da parte degli interessati di prendere visione o estrarre copia di documenti amministrativi.
I principi a fondamento di questo diritto sono la trasparenza, che è regolamentata dal decreto legislativo n. 33 del 2013 e il principio del buon andamento di pubblici uffici, che è stabilito dall’articolo 97 della Costituzione.
Il riferimento principale come disciplina normativa rispetto al diritto di accesso è la Legge n. 241 del 1990.

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No, la norma prevede alcuni limiti al diritto di accesso e classifica questi limiti in tassativi o di eventuali.

I limiti tassativi sono quei limiti previsti per documenti coperti da segreto di Stato o perché questo limite è espressamente previsto dalla norma,  oppure atti riguardanti procedimenti tributari e procedimenti selettivi all’interno della pubblica amministrazione.

I limiti eventuali sono, invece, espressi quando si tratta della salvaguardia di esigenze di difesa nazionale, delle relazioni internazionali, della politica monetaria o valutaria, dell’ordine pubblico o della contrattazione collettiva nazionale nell’ambito delle trattative in corso.

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I soggetti si classificano in interessati e controinteressati. Gli interessati sono soggetti privati che hanno un interesse diretto, concreto ed attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, che si può esercitare con l’accesso a questi documenti e viene tutelato in questo modo. I controinteressati sono, invece, sempre soggetti individuabili o facilmente individuabili che dall’esercizio di quel diritto di accesso potrebbero vedere compromesso il proprio diritto alla riservatezza.

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