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L’articolo 27 del contratto collettivo comparto scuola 2016-2018 definisce quali sono le competenze di un docente: competenze disciplinari, informatiche e linguistiche, psicopedagogiche, organizzative, relazionali metodologico-didattiche, di orientamento, di ricerca, di documentazione e di valutazione, che sono coordinate tra di loro, si richiamano vicendevolmente e sono costantemente oggetto di formazione sia attraverso la formazione vera e propria sia attraverso l’attività sul campo che oggetto di riflessione sulla stessa.

I giudizi nella scuola primaria sono stati reintrodotti a partire dall’anno scolastico 2020/21 e i due più recenti riferimenti sono l’ordinanza ministeriale n. 172 del 4 dicembre 2020 e le cosiddette Linee Guida allegate all’ordinanza dove si spiega che si deve progressivamente passare dall’espressione del voto alla formulazione di giudizi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria.

L’espressione di giudizio all’interno della scuola primaria per quanto riguarda la valutazione periodica e finale riguarda gli obiettivi di apprendimento che ogni istituzione scolastica ed ogni consiglio di classe o docente avrebbe dovuto individuare e si distinguono per anno scolastico e per disciplina di insegnamento.

Non sempre… Infatti, l’Art. 28 del CCNL scuola 2016/18 prevede quanto segue: “… l’orario di cui al comma 5 di tale articolo può anche essere parzialmente o integralmente destinato allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa di cui al comma 3 o quelle organizzative di cui al comma 4, ferma restando la prioritaria copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici. Le eventuali ore non programmate nel PTOF dei docenti della scuola primaria e secondaria sono destinate alle supplenze sino a dieci giorni”.
Quindi tale sostituzione è prevista solo le ore del potenziato non sono impegnate nei progetti del PTOF ma sono ore cosiddette “a disposizione”.

Il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto scuola ha uno specifico spazio dedicato alla formazione: gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/09, confermati dal successivo CCNL 2016/18.
Lo stesso riposta, infatti che la formazione costituisce una leva strategica fondamentale per lo sviluppo professionale del personale, per il necessario sostegno agli obiettivi di cambiamento, per un’efficace politica di sviluppo delle risorse umane.
Per il personale Ata, la partecipazione alle iniziative di aggiornamento avviene nel limite delle ore necessarie alla realizzazione del processo formativo.
Per il personale docente sono previsti cinque giorni nel corso dell’anno scolastico, sia per frequentare che per ricoprire il ruolo di formatore.

Il principale riferimento per conoscere e comprendere i diritti ed i doveri di chi lavora nella scuola è il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro del comparto scuola (CCNL). Importante è fare riferimento agli ultimi due: CCNL del 2016/2018 che, a sua volta, ha rinviato a molti articoli del precedente CCNL del 2006/09.

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