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Quanti giorni di servizio bisogna prestare per far valere un anno scolastico?

Esiste un limite minimo di giorni da prestare per vedere riconosciuto l'anno scolastico di servizio

La validità dell’anno scolastico può essere finalizzata a vari scopi: punteggio in graduatoria d’istituto per le supplenze del personale a tempo determinato; punteggio per la graduatoria interna del personale a tempo indeterminato ai fini dell’individuazione dei perdenti posto; riconoscimento dell’anno ai fini della ricostruzione di carriera;…

A prescindere dallo scopo, l’anno scolastico è considerato valido se sono prestati almeno 180 giorni di servizio o si è prestato servizio continuativo dal primo febbraio agli scrutini.

Questo è previsto dal D.Lgs n, 297/1994 in diversi articoli a seconda dello scopo: art. 438 c. 1 per il superamento del periodo di prova; art. 527 c. 2 per la retribuzione delle supplenze annuali; art. 489 c. 1 per la validità dell’intero anno scolastico, precisato a decorrere dall’A.S. 1974/75 e ripreso dalla Legge n. 124/1999 art. 11 c. 14

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Domande e risposte correlate

In virtù dell’articolo 23 comma 9 del contratto collettivo del comparto scuola, nel momento in cui è convocata un’assemblea del personale docente, il dirigente deve registrare la volontà di partecipare da parte degli interessati, deve, conseguentemente, sospendere temporaneamente le attività didattica nel periodo utile per partecipare all’assemblea e deve tenere anche conto del tempo utile per poter rientrare in servizio.

Nel caso, invece, in cui si tratti di partecipazione ad assemblea da parte del personale ATA bisogna fare riferimento al contratto d’istituto all’interno del quale sono indicati i criteri per individuare il personale che, a turno, può partecipare all’assemblea.

Infine, è importante ricordare come, in occasione degli scrutini e degli esami finali, non è prevista la possibilità di convocare assemblea in orari coincidenti con gli scrutini e gli esami finali.

Non sempre… Infatti, l’Art. 28 del CCNL scuola 2016/18 prevede quanto segue: “… l’orario di cui al comma 5 di tale articolo può anche essere parzialmente o integralmente destinato allo svolgimento di attività per il potenziamento dell’offerta formativa di cui al comma 3 o quelle organizzative di cui al comma 4, ferma restando la prioritaria copertura dell’orario di insegnamento previsto dagli ordinamenti scolastici. Le eventuali ore non programmate nel PTOF dei docenti della scuola primaria e secondaria sono destinate alle supplenze sino a dieci giorni”.
Quindi tale sostituzione è prevista solo le ore del potenziato non sono impegnate nei progetti del PTOF ma sono ore cosiddette “a disposizione”.

L’O.M. n.185/1995 (art. 3, comma 30) prevede che: gli insegnanti a disposizione per la temporanea chiusura dei locali della sede di servizio a causa di disinfestazione o di consultazione elettorale non sono da considerare in soprannumero e non possono essere pertanto utilizzati negli
altri plessi del circolo o nelle sezioni staccate o scuole coordinate
.
Una eventuale disposizione da parte del dirigente scolastico, attraverso un ordine di servizio, che preveda la prestazione lavorativa di ATA o docenti, originariamente assegnati ai plessi dove non si svolgono le elezioni, nel plesso o nei plessi in cui si svolge la normale attività didattica, può avvenire, in relazione a conclamate esigenze di servizio, ma sempre nell’ambito di quanto previsto dalla contrattazione di scuola, ai sensi dell’art. 6, comma 2, lettere h e m del CCNL/2007 (flessibilità contrattata).

Sì, l’articolo 45 del CCNL AGIDAE prevede il riconoscimento di 25.00 euro lordi per ogni giorno di effettiva presenza, per i componenti delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di primo grado.

Sì, il CCNL Area V 2016 – 2018 nella dichiarazione congiunta n. 2 prevede che il dirigente scolastico possa chiedere la riammissione in servizio nel ruolo di provenienza ai sensi dell’art. 132 del T.U. n. 3/1957, richiamato dall’art. 146, comma 1, lett. g) punto 10) del CCNL comparto Scuola del 29/11/2007.

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