Faq Scuola

Cosa si intende con l’espressione trasparenza nella pubblica amministrazione e nella scuola?

L'amministrazione pubblica ha obblighi di trasparenza nei confronti dei cittadini

Quando si parla di trasparenza nella pubblica amministrazione e nella scuola s’intende l’accessibilità totale di dati e di documenti in possesso della pubblica amministrazione, al fine di tutelare i diritti dei cittadini, di favorire la partecipazione agli interessi dell’attività amministrativa e di favorire forme diffuse di controllo nel perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.

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I soggetti si classificano in interessati e controinteressati. Gli interessati sono soggetti privati che hanno un interesse diretto, concreto ed attuale corrispondente ad una situazione giuridicamente tutelata, che si può esercitare con l’accesso a questi documenti e viene tutelato in questo modo. I controinteressati sono, invece, sempre soggetti individuabili o facilmente individuabili che dall’esercizio di quel diritto di accesso potrebbero vedere compromesso il proprio diritto alla riservatezza.

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L’espressione di giudizio all’interno della scuola primaria per quanto riguarda la valutazione periodica e finale riguarda gli obiettivi di apprendimento che ogni istituzione scolastica ed ogni consiglio di classe o docente avrebbe dovuto individuare e si distinguono per anno scolastico e per disciplina di insegnamento.

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Sono organismi di partecipazione delle istituzioni scolastiche composte da coloro che “vivono” la scuola: dirigente, docenti, personale ata, studenti/esse nella secondaria di secondo grado, genitori. 

La composizione, i compiti, i tempi di durata in carica, il funzionamento sono regolamentati dal D. Lgs n. 297/1994, noto come Testo Unico in materia di istruzione, dall’art. 5 all’art. 15.

Tale testo è stato aggiornato nel corso degli anni con una serie di interventi legislativi. Le ultime modifiche discendono dal D.L. n. 1/2020, convertito con modifiche dalla L. n. 12/2020.

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La ripresa dell’attività didattica in presenza con il nuovo anno scolastico 2020/21 ha richiesto ad ogni scuola l’elaborazione di uno specifico protocollo di sicurezza utile a convivere ancora con la situazione di rischio contagio. In esso sono inseriti tutti gli accorgimenti ed i comportamenti che il personale della scuola e gli studenti devono assumere per una corretta gestione della salute. Ciascun lavoratore, a fronte di una situazione di salute particolarmente delicata e più esposta, pertanto, a rischi di contagio, può segnalare e documentare la propria situazione di fragilità al medico competente della scuola e verificare tramite quest’ultimo quale soluzione mettere in campo per il nuovo anno.

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Si tratta di un istituto contrattuale che consente di instaurare un dialogo e di partecipare costruttivamente ad approfondire le tematiche oggetto di informativa e di risolvere controversie al tavolo trattante.

Nel CCNL Comparto Scuola 2016/18 è regolamentato all’Art. 6.

Il confronto si avvia partendo dalla informativa fornita ai soggetti sindacali e a seguito della richiesta da parte sindacale o come scelta di parte datoriale entro cinque giorni dal ricevimento dei materiali.

Nei quindici giorni successivi all’avvio del confronto si devono svolgere gli incontri e si deve redigere verbale conclusivo di sintesi delle posizioni e dei lavori.

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Sì, l’articolo 45 del CCNL AGIDAE prevede il riconoscimento di 25.00 euro lordi per ogni giorno di effettiva presenza, per i componenti delle commissioni dell’esame di Stato conclusivo della scuola secondaria di primo grado.

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