Nuove indicazioni nazionali 2025 e valutazione degli studenti: cosa cambia e cosa resta?
Le nuove indicazioni nazionali non modificano direttamente la normativa sulla valutazione degli studenti. Il decreto del 9 dicembre 2025 definisce però gli obiettivi generali del processo formativo come strumento per tre funzioni: la progettazione educativo-didattica collegiale, la formulazione del giudizio sintetico sugli apprendimenti e la certificazione delle competenze al termine di ciascun grado scolastico.
La valutazione scolastica è disciplinata da un quadro normativo autonomo rispetto alle indicazioni nazionali: il decreto legislativo 62 del 2017 per il primo ciclo e le successive disposizioni applicative regolano criteri, modalità e strumenti del giudizio. Il decreto ministeriale del 9 dicembre 2025 non interviene su questo impianto.
Il documento introduce però un raccordo esplicito tra i contenuti delle nuove indicazioni e le funzioni valutative. Gli obiettivi generali del processo formativo, organizzati per aree e articolati per ciascun grado scolastico, vengono individuati come riferimento per tre funzioni distinte: la progettazione educativo-didattica collegiale annuale; la formulazione del giudizio sintetico sugli apprendimenti degli studenti; la certificazione delle competenze al termine di ciascun grado scolastico.
Questo significa che, nella pratica, la revisione del curricolo d’istituto a partire dalle classi prime dell’a.s. 2026-27 influisce indirettamente anche sulla progettazione valutativa: i criteri con cui il collegio dei docenti definisce il giudizio sintetico devono essere coerenti con gli obiettivi generali del nuovo documento.









