Autonomia Scolastica: una nuova impostazione didattica

Autore
Luisa Treccani
Pubblicazione
31-08-21

L'autonomia scolastica ha prodotto, tra i vari effetti, anche una nuova impostazione della progettazione e dell'attività didattica.

Nel nuovo contesto venutosi a creare con il riconoscimento dell’autonomia funzionale alle istituzioni scolastiche, inevitabili sono le ricadute sul piano didattico. Si passa, infatti, dai Programmi nazionali del Ministero alla progettazione curriculare di istituto, dalle prescrizioni dall’alto alla programmazione/progettazione dal basso.

La logica è completamente rivoluzionata rispetto al passato: i programmi calati dall’alto sono superati attraverso la proposta di Indicazioni emanate attraverso il d.mle n. 254/2012 per il primo ciclo e attraverso il DPR n. 87/2010 per gli istituti professionali, il DPR n. 88/2010 per gli istituti tecnici ed il DPR 89/2010 per i licei e le rispettive Linee Guida. Viene, così, superata la scuola dei programmi che normava obiettivi, contenuti,… per un superamento dei contenuti prescrittivi a favore dei traguardi delle competenze. 

Tale riferimento delle Indicazioni Nazionali diventa il quadro entro il quale si operano le scelte delle singole scuole con l’elaborazione del POF, documento fondamentale costitutivo dell’identità culturale e progettuale delle istituzioni scolastiche (art. 3 c. 1 DPR n. 275/1999), (ora PTOF, a seguito della legge n. 107/2015).

La struttura del testo è semplice e di facile lettura: fornisce un quadro comune di riferimento per ogni ordine e grado di scuola e presenta, poi, l’impostazione curriculare suggerita, entro cui si cala la progettazione di ogni istituzione scolastica e di ogni docente. Nel caso delle indicazioni per il secondo ciclo, si approfondiscono l’identità dei rispettivi indirizzi di studio e gli obiettivi di apprendimento da raggiungere.

E’ interessante riportare gli aspetti salienti degli indici dei rispettivi documenti citati.

Indicazioni Nazionali per il Curricolo del primo ciclo

  • Cultura, scuola, persona
  • Finalità Generali
  • L’organizzazione del curricolo
  • La scuola dell’infanzia
  • La scuola del primo ciclo

DPR n. 87/2010, Regolamento recante norme di riordino degli istituti professionali

  • Identità degli istituti professionali
  • Diversi indirizzi di studio
  • Organizzazione dei percorsi
  • Valutazione e titoli finali
  • Monitoraggio, valutazione di sistema ed aggiornamento dei percorsi
  • Passaggio al nuovo ordinamento
  • Il profilo culturale, educativo e professionale degli Istituti Professionali
  • Linee Guida sulle azioni per il passaggio al nuovo ordinamento

DPR n. 88/2010, Regolamento recante norme di riordino degli istituti tecnici

  • Identità degli istituti tecnici
  • Diversi indirizzi di studio
  • Organizzazione dei percorsi
  • Valutazione e titoli finali
  • Monitoraggio, valutazione di sistema ed aggiornamento dei percorsi
  • Passaggio al nuovo ordinamento
  • Profilo educativo, culturale e professionale degli istituti tecnici
  • Risultati di apprendimento comuni a tutti i percorsi
  • Strumenti organizzativi e metodologici
  • Linee Guida sulle azioni per il passaggio al nuovo ordinamento

DPR n. 89/2010, Regolamento recante revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei.

  • Identità dei licei
  • Articolazione del sistema dei licei
  • Diversi indirizzi
  • Orario annuale delle attività educative e didattiche
  • Valutazione e titoli finali
  • Monitoraggio e valutazione di sistema
  • Passaggio al nuovo ordinamento

La progettualità didattica trova, allora, espressione nella stesura, condivisione ed approvazione del curricolo disciplinare e verticale in una scuola, riconosciuta quale ambiente di apprendimento.

Per riuscire nella progettazione e realizzazione del curricolo

La scuola deve realizzare interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana, adeguati ai diversi contesti, alla domanda delle famiglie e alle caratteristiche specifiche dei soggetti coinvolti, al fine di garantire loro il successo formativo, coerentemente con le finalità e gli obiettivi generali del sistema di istruzione…

Art.1 c. 2 DPR n. 275/1999

Il mantenimento di una connotazione nazionale dell’ordinamento della scuola da garanzie per un’uniforme realizzazione su tutto il territorio nazionale dei fondamentali principi di uguaglianza formale e sostanziale e di tutela dei diritti fondamentali dell’uomo.

Allo Stato, infatti, permangono i compiti di indirizzo politico, di verifica e di controllo della qualità formativa offerta da ciascuna istituzione scolastica, mentre alle istituzioni scolastiche autonome spetta il riconoscimento della personalità giuridica, la responsabilità di gestire  e di organizzare  il percorso educativo, formativo e didattico.

Il curricolo viene in questo modo riconcettualizzato divenendo d’istituto, con una forte personalizzazione. Diventano, pertanto, centrali le istanze di essenzialità e di verticalità a favore di un curricolo breve.

In tale contesto la collegialità necessita di essere rafforzata .

Nel 2018 è stato presentato presso il Miur il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari che non sostituisce i documenti precedenti ma li ricalibra mettendo al centro il tema della cittadinanza.

Nell’approfondire la progettazione didattica e l’ambiente di apprendimento, il documento del 2018 riconosce alle discipline un ruolo centrale nello spiegare la complessità della realtà, l’analisi dei problemi e la gestione di situazioni complesse, per contribuire alla maturazione di conoscenze e di abilità, per favorire la cooperazione, la sperimentazione, la laboratorialità, tutti fattori imprescindibili per favorire competenze ed apprendimenti stabili e significativi.

Questo stimola alla progettazione di un curricolo verticale, unitario ed organico dai 3 ai 14 anni per il primo ciclo e dai 14 anni per il secondo ciclo, organizzato in traguardi di competenze.

L’ambiente di apprendimento deve essere, pertanto, funzionale allo sviluppo delle competenze, come ben sottolineano le diverse Indicazioni Nazionali. 

Ogni docente è chiamato, pertanto, ad una attenta riflessione sull’epistemologia delle discipline, per rispondere ai quesiti relativi alle finalità della stessa, a quali atteggiamenti o disposizioni della mente stimola ed a quali competenze deve sviluppare. In questo modo, il docente, professionista riflessivo, da senso a ciò che fa, individua i nuclei fondanti della disciplina di insegnamento e si impegna per attivare processi cognitivi che rendano gli studenti e le studentesse protagonisti dell’apprendimento e del successo formativo.

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