La tematica dell’inclusione è piuttosto articolata.
Cerco, pertanto, di offrire alcuni contributi: una prima introduzione e successivi approfondimenti delle tematiche ad esso collegate.

In questa breve introduzione cerco di offrire alcuni punti di riferimento fondamentali. Il percorso per arrivare a quella che ora definiamo inclusione ha caratterizzato la storia del nostro Paese, dal momento che siamo passati dall’esclusione all’inserimento e dall’inserimento all’inclusione. 

Come si sono caratterizzate queste tappe? Innanzitutto, abbiamo visto la chiusura delle scuole speciali, primo passaggio dall’esclusione all’integrazione. Infatti, la stessa nostra Carta Costituzionale richiama in alcuni articoli questi principi.

Uguaglianza

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali dinanzi alla legge, senza distinzione di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini ed impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione.

Ecco che quindi già nella Carta Costituzionale noi troviamo le premesse per quel percorso di progressiva attenzione all’inserimento e all’inserimento scolastico anche degli alunni diversamente abili, che contraddistingue la scelta di includere tali alunni nelle classi “ordinarie” chiudendo le cosiddette “scuole speciali”. Negli altri Paese anche della stessa Unione Europea questa scelta non è avvenuta. È doveroso anche evidenziare l’impegno politico, culturale ed economico che ha caratterizzato il tema dell’inserimento, dal momento che l’organizzazione scolastica, l’impostazione didattica, l’investimento di risorse nella scuola e non esclusivamente nel settore dei servizi che potremmo definire sociali ha segnato un percorso che ha contraddistinto l’Italia.

Abbiamo, poi, gli articoli 34 e 38 della Carta Costituzionale.

La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale

Pertanto, le premesse erano già una base solida per intraprendere quel percorso che poi ha portato progressivamente all’apertura verso il discorso dell’inclusione. Negli anni settanta, grazie al fermento culturale che ha caratterizzato quel periodo, è stata approvata la legge n. 517 del 1977, attraverso la quale si è cercato di porte al centro la persona come protagonista della propria crescita e, soprattutto, si è cercato di mettere in evidenza come vadano riconosciute le potenzialità di ciascuno. In questo modo, la scuola si è anche impegnata per l’individuazione di queste potenzialità per favorire lo sviluppo integrale della persona.

Proprio grazie a queste premesse è stata, poi, approvata la legge n.104 del 1992 che potremmo definire una vera e propria rivoluzione culturale. Si tratta, infatti,  della prima legge organica che si occupa del tema dell’handicap e che cerca di favorire inserimento sociale e scolastico delle persone portatrici di handicap.

Attraverso questa interventi legislativi anche la scuola trova un pieno slancio per favorire, dapprima, l’inserimento attraverso percorsi di personalizzazione e di individualizzazione: con l’individualizzazione la scuola cerca di garantire agli studenti il raggiungimento degli stessi obiettivi di apprendimento di tutti, rispettando i tempi e gli stili cognitivi.

Inoltre, il percorso ha portato anche alla definizione della personalizzazione:  valorizzare il potenziale cognitivo di ciascuno, impegnato nella personale esperienza di apprendimento.

Vengono, quindi, poste le premesse per intraprendere quel passaggio dall’esclusione all’integrazione. 

La scuola intraprende, allora, quelle strategie di individualizzazione e personalizzazione.

Si passa attraverso l’approvazione di alcuni documenti legislativi fondamentali, imprescindibili per favorire inserimento ed inclusione:

  • Legge n. 170/2010 che norma tutta la materia relativa ai disturbi specifici di apprendimento (DSA);
  • Direttiva MIUR del 27 Dicembre 2012 che approfondisce e pone attenzione ai bisogni educativi speciali (BES);
  • Decreto legislativo n. 66/2017, discendente dalla riforma della Buona scuola, testo piuttosto complesso ed articolato da conoscere e da approfondire. Tale testo normativo deriva da una delle deleghe della legge 107 del 2015, che ha approfondito il tema della inclusione e quindi ha riordinato la materia. Ne sono, poi, scaturiti una serie di decreti attuativi e le Linee Guida del 2019.

Pertanto, possiamo ancora vedere come il nostro Paese si è davvero distinto rispetto ad altri Paesi, addirittura ancora oggi, per la scelta di non lasciare nelle scuole l’interno gli alunni diversamente abili, ma  ha permesso loro di trovare il proprio spazio insieme a tutti gli altri.

Anche l’approvazione delle sopraelencate norme ha dimostrato come sia possibile davvero garantire un’inclusione e, in particolare, un’inclusione scolastica.

Video Inclusione Scolastica

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