MARCO CORTI
Digital Strategist

Un sito non è solo design: è SEO, architettura dei contenuti, user experience, strategia editoriale.

Ogni elemento ha una funzione.

Ogni scelta una ragione.

Sono Marco Corti, Digital Strategist. Navigando questo progetto, stai già sperimentando il mio metodo di lavoro.

Logo Marco Corti

© MicroTag | Marco Corti.
P.IVA IT04394750980

Nuove Indicazioni Nazionali 2025: struttura, norme e tempi di adozione

Il decreto ministeriale del 9 dicembre 2025 sostituisce integralmente il DM 254 del 16 novembre 2012 come riferimento per le indicazioni nazionali del primo ciclo di istruzione. In vigore dall'11 febbraio 2026, il nuovo documento si applica alla scuola dell'infanzia e alle classi prime a partire dall'anno scolastico 2026-27.

Indicazioni nazionali primo ciclo struttura e tempi

Il Decreto Ministeriale del 9 dicembre 2025 ha ridefinito il quadro curriculare per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione, sostituendo integralmente le Indicazioni Nazionali vigenti dal 2012. Il documento, registrato dalla Corte dei Conti il 31 dicembre 2025 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 gennaio 2026, è entrato ufficialmente in vigore l’11 febbraio 2026. La sua adozione nelle istituzioni scolastiche non è immediata né simultanea: la norma prevede una progressione per ordine di scuola e per classe, con deroghe esplicite per alcune discipline. Comprendere la genesi del testo, la sua struttura interna e i tempi di applicazione è il presupposto necessario per qualsiasi aggiornamento dei curricoli d’istituto e dei Piani Triennali dell’Offerta Formativa.

Dal DM 254/2012 alle nuove Indicazioni Nazionali per il curricolo

Il documento si intitola ufficialmente Regolamento Recante Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo di Istruzione e sostituisce integralmente il Decreto Ministeriale n. 254 del 16 novembre 2012, che aveva costituito il riferimento normativo per l’intero sistema del primo ciclo per oltre un decennio. La sostituzione è totale: ogni rimando al DM 254/2012 contenuto nei Piani Triennali dell’Offerta Formativa e nei curricoli d’istituto dovrà essere aggiornato. Non si tratta di un’integrazione o di una modifica parziale, ma di un nuovo testo che prende il posto del precedente nella sua interezza.

La genesi del provvedimento risale al Decreto del 18 marzo 2024, con il quale il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha istituito una commissione di esperti universitari e docenti incaricata di elaborare la proposta. Tra marzo e aprile 2025 il testo prodotto dalla commissione è stato sottoposto a una consultazione pubblica rivolta alle istituzioni scolastiche. Prima dell’adozione formale, il documento ha acquisito il parere del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione e della sezione consultiva del Consiglio di Stato.

La struttura del documento: premesse culturali e articolazione disciplinare

Persona, scuola e nuovo umanismo

Il documento del 2025 si apre con le premesse culturali che gli estensori del testo dichiarano non accessorie: esse costituiscono la cornice interpretativa entro cui vanno letti tutti i contenuti disciplinari che seguono.
La prima sezione delle premesse, intitolata Persona, scuola e famiglia, articola il concetto di persona in tre dimensioni fondamentali e inseparabili: identità, relazione e partecipazione.
La crescita del bambino viene affidata a quella che il documento chiama comunità educante, composta dalla scuola attraverso il ruolo dei docenti, dalla famiglia attraverso la funzione dei genitori e dalla comunità civile nelle sue diverse articolazioni. Il testo utilizza esplicitamente l’espressione alleanza educativa tra scuola e famiglia, sottolineando la natura collaborativa e non gerarchica di questo rapporto.

La seconda sezione delle premesse, Scuola e nuovo umanismo, descrive il percorso scolastico come processo verticale orientato all’acquisizione di conoscenze e abilità di base in tre ambiti cardine: umanistico, scientifico e tecnologico, in una prospettiva di formazione integrale della persona. In questa parte il documento prende posizione su un tema pedagogicamente non neutro: il talento. Il testo lo definisce come obiettivo perseguibile attraverso un percorso che costruisce conoscenze e abilità e permette la maturazione delle competenze di base.
Le discipline matematiche, scientifiche, tecnologiche e umanistiche vengono presentate come componenti di un patrimonio culturale integrato, da mettere in relazione reciproca piuttosto che da contrapporre.

Lo schema disciplinare e la novità degli obiettivi per annualità

Per ogni disciplina il documento adotta uno schema organizzativo fisso. Ciascuna sezione si apre con un paragrafo denominato perché si studia, che esplicita la motivazione culturale di quell’insegnamento. Seguono i traguardi di sviluppo delle competenze, gli obiettivi specifici di apprendimento (OSA) e le conoscenze attese, articolate per classe e per ciclo di istruzione. La scuola dell’infanzia precede l’articolazione per il primo ciclo.

Rispetto al documento del 2012, che definiva gli OSA al termine del ciclo di istruzione, il nuovo testo introduce obiettivi specifici anche al termine della classe terza e della classe quinta della scuola primaria.
Alcuni tra i pareri raccolti durante la consultazione pubblica hanno segnalato questa scelta come elemento di maggiore prescrittività rispetto all’impostazione precedente.

Il profilo dello studente e gli obiettivi di apprendimento

Le otto competenze chiave

Il documento propone un profilo in uscita dello studente al termine del primo ciclo di istruzione, che descrive le competenze attese sia in riferimento alle discipline di insegnamento sia all’esercizio della cittadinanza.
L’elenco delle competenze deriva dal DM n. 14 del 30 gennaio 2024, integrato con la Raccomandazione europea del 22 maggio sulle competenze chiave per l’apprendimento permanente e con il framework DigComp 2.2.
Le otto competenze richiamate sono: competenza alfabetica; competenza multilinguistica; competenza matematica e in scienze, tecnologia e ingegneria; competenza digitale; competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare; competenza in materia di cittadinanza; competenza imprenditoriale; competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.

Gli obiettivi generali del processo formativo, organizzati per aree e articolati per ciascun grado scolastico, assolvono nel documento a tre funzioni distinte: la progettazione educativo-didattica collegiale annuale, la formulazione del giudizio sintetico sugli apprendimenti e la certificazione delle competenze alla conclusione di ciascun grado di istruzione.
Il documento richiama in più punti le finalità costituzionali, citando l’art. 34 sull’istruzione obbligatoria, l’art. 30 sulla collaborazione con la famiglia, l’art. 33 sul principio della libertà di insegnamento e l’art. 117 sull’autonomia funzionale delle istituzioni scolastiche.

Una prescrittività più accentuata: implicazioni per l’autonomia didattica

L’introduzione di obiettivi specifici di apprendimento per annualità intermedie della scuola primaria apre una questione che il documento non sviluppa esplicitamente, ma che i collegi dei docenti dovranno affrontare in sede di revisione curricolare: l’articolazione degli OSA per classe terza e quinta riduce gli spazi di autonomia professionale nella progettazione didattica, oppure definisce una cornice normativa più nitida entro cui quell’autonomia può esercitarsi in modo più consapevole e verificabile? La risposta dipende in misura significativa da come le istituzioni scolastiche e gli organi collegiali utilizzeranno quegli obiettivi come criteri di valutazione della conformità curricolare. Il richiamo esplicito all’art. 33 della Costituzione, presente nel testo, suggerisce che gli estensori fossero consapevoli di questa tensione tra cornice prescrittiva e libertà di insegnamento. Tensione che il solo testo normativo non risolve.

L’entrata in vigore: la scansione per ordine di scuola

L’art. 1 del regolamento definisce la progressività dell’applicazione.
A partire dall’anno scolastico 2026-2027 adottano le nuove Indicazioni Nazionali la scuola dell’infanzia nella sua totalità, le classi prime della scuola primaria e le classi prime della scuola secondaria di primo grado.
Le classi intermedie in corso nell’anno scolastico 2025-2026 continuano ad applicare il curricolo progettato ai sensi del DM 254/2012 fino alla conclusione del rispettivo corso di studi.

Il collegio dei docenti è quindi chiamato a un aggiornamento graduale del curricolo d’istituto, a partire dalle classi prime, con delibere che dovranno riflettersi nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa. Ogni riferimento normativo al DM 254/2012 inserito nei documenti programmatici d’istituto dovrà essere progressivamente sostituito.

Il testo prevede due deroghe esplicite.
La prima riguarda la disciplina di storia: le classi terze della scuola primaria nell’anno scolastico 2027-2028 anticipano l’adozione delle nuove Indicazioni per questa sola disciplina, al fine di consentire all’editoria scolastica il necessario adeguamento dei libri di testo.
La seconda deroga riguarda l’insegnamento del latino: può essere avviato già dalle classi seconde e terze funzionanti nell’anno scolastico 2026-2027, sfruttando gli spazi di autonomia e flessibilità culturale previsti dal DPR n. 275 del 1999, il regolamento che ha definito il quadro dell’autonomia scolastica. Il latino, in altri termini, non diventa disciplina obbligatoria per quelle classi, ma può essere introdotto come scelta delle istituzioni scolastiche nell’esercizio della propria autonomia.

Le nuove Indicazioni Nazionali 2025 non si limitano a sostituire un catalogo di contenuti disciplinari: ridefiniscono la cornice culturale entro cui la scuola del primo ciclo è chiamata a operare, con posizioni esplicite su concetti come talento, alleanza educativa e integrazione tra ambiti disciplinari.
La scansione temporale dell’entrata in vigore prevede per le istituzioni scolastiche un margine di adeguamento graduale, ma impone già dall’anno scolastico 2026-2027 scelte collegiali vincolanti.
La questione della prescrittività degli obiettivi specifici di apprendimento per annualità intermedie resta aperta: il modo in cui i collegi dei docenti e le istituzioni scolastiche la leggeranno determinerà se il nuovo quadro sarà vissuto come strumento di garanzia qualitativa o come riduzione dell’autonomia professionale.
Nei contributi successivi verranno analizzate nel dettaglio le indicazioni disciplinari e le implicazioni operative per gli organi collegiali.

POST

Articoli e Approfondimenti Correlati.

IeFP, Istruzione e Formazione Professionale

Istruzione e formazione professionale sono state oggetto di una significativa revisione con la Legge della Buona Scuola.

IeFP, Istruzione e Formazione Professionale

Piano programmatico Ministro Bianchi: cosa ci aspetta?

Per essere aggiornati sulle prospettive in atto nel mondo della scuola, è importante conoscere quali siano i propositi del Ministro dell'istruzione.

Piano programmatico Ministro Bianchi: cosa ci aspetta?

Il Testo Unico delle norme sulla scuola

Il Testo Unico delle norme sulla scuola è una raccolta organizzata e ragionata di tutti gli interventi legislativi.

Il Testo Unico delle norme sulla scuola

Indicazioni nazionali secondo ciclo

Approfondiamo le Linee guida degli istituti tecnici e professionali e le Indicazioni nazionali per i licei.

Indicazioni nazionali secondo ciclo
FAQ

Domande Frequenti Correlate.

Le indicazioni nazionali definiscono le finalità, i traguardi di competenza e gli obiettivi specifici di apprendimento per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione. Hanno natura normativa: ogni istituzione scolastica è tenuta a tradurle nel proprio curricolo d'istituto, nell'ambito dell'autonomia scolastica garantita dal DPR 275 del 1999. Il documento vigente è il decreto ministeriale del 9 dicembre 2025, in vigore dall'11 febbraio 2026.

Approfondimento: Cosa sono le indicazioni nazionali per il curricolo e perché vincolano le scuole?

Dall'anno scolastico 2026-27, il collegio dei docenti rielabora il curricolo d'istituto a partire dalle classi prime. Tutti i riferimenti al DM 254 del 2012 presenti nel PTOF e nel curricolo devono essere aggiornati. Le classi già funzionanti nell'a.s. 2025-26 concludono il percorso con le indicazioni previgenti, secondo la scansione stabilita dall'articolo 1 del regolamento.

Approfondimento: Nuove indicazioni nazionali 2025: come aggiornare il curricolo d’istituto e il PTOF?

No. Il decreto ministeriale del 9 dicembre 2025 non introduce l'obbligo dell'insegnamento del latino. Il regolamento consente alle scuole di avviarne l'insegnamento già dalle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado funzionanti nell'a.s. 2026-27, utilizzando gli spazi di autonomia curricolare riconosciuti dal DPR 275 del 1999. Si tratta di una possibilità, non di un obbligo generalizzato.

Approfondimento: Latino obbligatorio alle scuole medie? Cosa prevede il DM del 9 dicembre 2025?

Gli obiettivi specifici di apprendimento (OSA) indicano, per ciascuna disciplina, i contenuti e le abilità che gli studenti devono sviluppare. Con il decreto del 9 dicembre 2025, gli OSA della scuola primaria sono articolati al termine della classe terza e della classe quinta.

Approfondimento: Obiettivi specifici di apprendimento: cosa cambia con le indicazioni nazionali 2025?

LEX

Legislazione e Normativa Scolastica.

Quadro Comune Europeo di Riferimento per le Lingue (QCER)
Circolare n. 958 del 2023 indicazioni su orientamento
Decreto Legislativo n. 59 del 1998
Legge n. 53 del 2003 – Riforma Moratti

Fai la differenza nella tua scuola!

Scroll