MARCO CORTI
Digital Strategist

Un sito non è solo design: è SEO, architettura dei contenuti, user experience, strategia editoriale.

Ogni elemento ha una funzione.

Ogni scelta una ragione.

Sono Marco Corti, Digital Strategist. Navigando questo progetto, stai già sperimentando il mio metodo di lavoro.

Logo Marco Corti

© MicroTag | Marco Corti.
P.IVA IT04394750980

Come investire nella scuola per fare crescere il Paese?

Negli ultimi tempi, si sente frequentemente dire di investire in istruzione e formazione per rilanciare il futuro del Paese.

investire nella scuola

La domanda da porsi è, però, come?

Innanzitutto, questo slogan ha avuto un’ampia diffusione ma è importante chiedersi attraverso quali strategie si può raggiungere questo ambizioso obiettivo. 

In primo luogo, sarebbe indispensabile fare un elenco dei problemi e delle situazioni che devono essere affrontate per quanto riguarda il mondo della scuola.

In secondo luogo, stabilire un ordine di priorità e programmare un piano pluriennale in virtù del quale tentare di affrontare tutte le questioni elencate.

Infine, una premessa metodologica imprescindibile: cercare di affrontare ciascuna delle situazioni coinvolgendo gli attori del mondo della scuola e non pensare di trovare delle soluzioni semplicemente con delle riforme calate dall’alto.

Provo a elaborare un elenco delle situazioni indispensabile da affrontare che, logicamente, non può essere esaustivo ma può fornirci una serie di punti di riferimento dai quali partire.

  • Di fondamentale importanza cercare di riordinare tutta la materia della normativa scolastica attraverso la riscrittura e la organizzazione di un testo unico delle norme della scuola. Infatti, l’ultima versione che è stata messo in cantiere risale al 1994 con il decreto legislativo n. 275. Riordinare tutta la materia della normativa scolastica può contribuire a sfoltire la stratificazione normativa accumulatasi negli anni e semplificare le procedure, perché è diventato particolarmente complesso affrontare qualsiasi situazione all’interno della scuola. Il riordino delle norme, che risale al 1994, con il cosiddetto Testo Unico, ha consentito proprio di raccogliere tutta la normativa relativa alla scuola sulle diverse tematiche e, soprattutto, ha messo ordine per evitare che le norme in conflitto tra di loro rimangano ancora in vigore. Inoltre, tale riordino favorirebbe anche chiarezza espositiva per ogni tematica e semplificazione burocratica dovuta al processo di ricostruzione a ritroso delle norme di riferimento.
  •  Fondamentale e non più rinviabile sarebbe rianimare la partecipazione all’interno delle istituzioni scolastiche. Per riuscirvi vanno ripresi in mano i cosiddetti organi collegiali della scuola per capire se sia utile una vera propria riforma degli stessi o un tentativo di rianimare i tanti spazi e tempi di partecipazione che ancora esistono. Questi, infatti, risalgono ai decreti delegati del 1974 e all’entusiasmo per il coinvolgimento nella vita partecipativa della scuola. 
  • Altro tema è la stabilizzazione. Infatti, il numero delle persone in condizione di precariato all’interno delle istituzioni scolastiche ha raggiunto livelli esorbitanti nel corso degli ultimi anni,  quindi, diventa indispensabile un piano pluriennale di assunzioni che permetta di coprire i posti vacanti e via via garantire una certa continuità e stabilità all’interno delle istituzioni scolastiche. In questo modo  anche la partecipazione all’interno delle scuole può avere uno stimolo.
  • Correlati al tema precedente sono indubbiamente le questioni della formazione iniziale e del reclutamento. Temi questi molto discussi, che nel corso degli anni sono stati frequentemente oggetto di riforma e di controriforma con l’ipotesi di avere la soluzione migliore per risolvere il problema del precariato. In realtà si è sempre accontentato qualcuno, scontentato altri e non pianificato una soluzione efficace. Sarebbe, invece, indispensabile un serio piano di formazione iniziale e di reclutamento per dare la possibilità a chi desidera entrare nel mondo della scuola di avere anche un piano chiaro e certo di quali percorsi di studio siano indispensabili e quali forme di selezione si debbano affrontare. Infatti, il tentativo di proporre l’ennesima soluzione ideale per affrontare il precariato ha nel corso degli anni creato enormi sacche di precariato all’interno della scuola.
  • Atro aspetto sul quale puntare è dare la possibilità di istituzioni scolastiche di sfruttare veramente appieno la propria autonomia. L’autonomia funzionale è stata introdotta con DPR n. 275 del 1999, grazie al processo di decentramento della pubblica amministrazione con la legge Bassanini. Nel corso degli anni, le istituzioni scolastiche hanno incontrato molti elementi che hanno imbrigliata l’esercizio pieno dell’autonomia, impedendone il pieno esercizio.
  • Altro aspetto non indifferente  è l’adeguamento del contratto collettivo nazionale di lavoro: un adeguamento legato alle mutate condizioni sociali, economiche e culturali che nel corso degli anni si sono venute ad affrontare. Infatti, è indispensabile far emergere l’enorme quantità di lavoro sommerso che all’interno delle istituzioni scolastiche viene effettuato, in particolare per quanto riguarda il lavoro del personale docente. Accanto ad esso non dobbiamo dimenticare il tentativo di riconoscere una dignità professionale a chi lavora nel mondo della scuola. Inoltre, vanno ragionate forme di carriera che consentano a ciascuno di poter ricoprire diversi ruoli, anche organizzativi, che oggi esistono ma che sono semplicemente diciamo così riconosciuti attraverso la contrattazione d’istituto. Istituzionalizzare e riconosce attraverso il contratto delle forme di carriera professionale introdurrebbe un forte stimolo dal punto di vista professionale e aprirebbe la possibilità di avere ruolo diversi, non dovendo ambire soltanto al ruolo di dirigente scolastico. Inoltre, diventa fondamentale, affrontando il tema del rinnovo contrattuale, un affondo sulla formazione permanente riconosciuta, che deve caratterizzare una professionalità come quella di coloro che lavorano nel mondo dell’Istruzione e della formazione. Infine, ma non da ultimo, un ragionamento serio e sistematico sul tema degli stipendi.
  •  Altro tema che dovrebbe essere affrontato è quello di riconoscere degli organici del personale che siano adeguati al progetto di investimento iniziale che si dichiara. Lo slogan investire in istruzione e formazione per rilanciare il Paese necessita, infatti, di organici adeguati, altrimenti non può essere garantito un investimento funzionale, perché non si permetterebbe un esercizio pieno e reale dell’autonomia scolastica.
  • Altro punto centrale deve essere un forte impegno per la lotta alla dispersione scolastica, frequentemente oggetto di altri slogan, ma che sostenuto con un reale investimento ed una riflessione seria su molti altri temi collegati, come la valutazione, la continuità, la difformità della condizione di lavoro tra i diversi ordini di scuola, il ruolo del PCTO come orientamento e incontro autentico tra il mondo della scuola e il mondo del lavoro nel rispetto reciproco, senza invasione dei rispettivi campi di competenza l’una dell’altro. 

Questo è solo un brevissimo elenco di molte questioni che la scuola deve affrontare e che devono essere necessariamente risolte, perché così si può parlare di investimento nell’istruzione e nella formazione per rilanciare il nostro Paese. L’elenco non è sicuramente esaustivo ma una attenta analisi e una seria presa in carico di tali temi con il doveroso coinvolgimento del mondo della scuola, nel rispetto della professionalità di chi ci lavora, aiuterebbe nel realizzare concretamente quello slogan iniziale, ossia, mettere al centro del dibattito e degli investimenti istruzione e formazione per la crescita del Paese.

POST

Articoli e Approfondimenti Correlati.

IeFP, Istruzione e Formazione Professionale

Istruzione e formazione professionale sono state oggetto di una significativa revisione con la Legge della Buona Scuola.

IeFP, Istruzione e Formazione Professionale

Piano programmatico Ministro Bianchi: cosa ci aspetta?

Per essere aggiornati sulle prospettive in atto nel mondo della scuola, è importante conoscere quali siano i propositi del Ministro dell'istruzione.

Piano programmatico Ministro Bianchi: cosa ci aspetta?

Il Testo Unico delle norme sulla scuola

Il Testo Unico delle norme sulla scuola è una raccolta organizzata e ragionata di tutti gli interventi legislativi.

Il Testo Unico delle norme sulla scuola

Nuove Indicazioni Nazionali 2025: struttura, norme e tempi di adozione

Nuove indicazioni nazionali primo ciclo: il DM 9 dicembre 2025 sostituisce il DM 254/2012. Struttura, premesse culturali e scansione per l'a.s. 2026-27.

Nuove Indicazioni Nazionali 2025: struttura, norme e tempi di adozione
FAQ

Domande Frequenti Correlate.

Il decreto legge è regolamentato dall’articolo 77 della Costituzione. 

Il decreto legge può essere emanato dal Governo in soli casi di necessità ed urgenza. 

il decreto legge viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra immediatamente in vigore, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la sua decadenza dall’origine.

Il decreto legislativo è regolamentato dell’articolo 76 della Costituzione.

Il decreto legislativo è emanato dal Governo previa delega da parte del Parlamento che fissa anche i principi e criteri direttivi da rispettare per regolamentare la materia sul quale è stato delegato.

La Legge 107 del 2015, meglio nota come legge della Buona Scuola, ha previsto, all’articolo 1 Commi 180 e 181, di delegare il governo per normare determinate materie. Una di queste materie riguardava la riscrittura del Testo Unico delle norme sulla scuola ma non è stata discussa ed approvata. Mentre, le altre materie hanno visto l’emanazione di una serie di decreti legislativi, approvati nel 2017, che vanno dal numero 59 al numero 66 e ciascuno approfondisce una specifica materia che è stata delegata al Governo.

Per ordinamento scolastico si intende come è organizzato il sistema scuola all’interno di un Paese. 

Nel nostro caso specifico, abbiamo il sistema integrato di educazione, istruzione dagli 0 ai 6 anni di età, che è articolato in servizi educativi e scuola d’infanzia. Nei servizi educativi troviamo i nido, i micro nido, le sezioni primavera. 

Abbiamo, poi, il primo ciclo di istruzione che si articola in scuola primaria, scuola secondaria di primo grado.

Si passa alla scuola secondaria di secondo grado che si articola in istituti tecnici istituti professionali e licei e nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, che include i percorsi triennali e quadriennali.

Infine abbiamo poi il sistema dei centri permanenti di istruzione per gli adulti (CPIA) che includono il percorso di primo livello, di secondo livello e di prima alfabetizzazione per l’acquisizione della lingua italiana.

LEX

Legislazione e Normativa Scolastica.

Decreto Legislativo n. 59 del 1998
Legge n. 53 del 2003 – Riforma Moratti
Decreto Legislativo n. 59 del 2004
PNRR Futura: la Scuola per l’Italia di Domani

Fai la differenza nella tua scuola!

Scroll