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Conoscere la legislazione scolastica ed il contratto

È di fondamentale importanza conoscere la legislazione scolastica ed il proprio contratto di lavoro, in quanto non sapere tali elementi è come affrontare un gioco senza conoscerne le regole.


Luisa Treccani
Conoscere la legislazione scolastica ed il contratto

In tale “gioco” si aggiungono, inoltre, la dimensione affettiva, emotiva, relazionale,…che  generano tante incomprensioni, malintesi, rancori, errori… evitabili conoscendo le regole.
Da lavoratori della scuola e da cittadini, abbiamo il dovere di conoscere dapprima un documento di grande rilevanza: la Carta Costituzionale.
In essa sono inseriti gli aspetti fondamentali entro cui si costruisce la scuola: il sistema di Governo, lo stato di diritto, il quadro dei diritti e dei doveri, la modalità di partecipazione alle scelte del Paese,…
Elenco, semplicemente, alcuni degli articoli di significativa importanza per il mondo dell’istruzione e della formazione:

  • Art. 34: La scuola è aperta a tutti.
    L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi…
  • Art. 13: La libertà personale è inviolabile.
    Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell’autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge….
  • Art. 3: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali…
  • Art. 1: L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
  • Art. 2: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo, sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
  • Art. 33: L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento…
  • Art. 117: La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali…

Quest’ultimo tema è di grande attualità, essendo la Lombardia una delle Regioni che ha intrapreso il percorso per accaparrarsi alcune prerogative legislative proprio sul tema dell’istruzione. Oggi, il quadro non e assolutamente chiaro, ma è indispensabile che ciascuno di noi si tenga costantemente informato ed aggiornato sulle intenzioni rispetto al tema.
La conoscenza della legislazione scolastica e del CCNL sono di estrema necessità anche per la loro funzionalità e per l’uso costruttivo. Quando, infatti, si affronta una situazione da risolvere entrano in gioco molte norme, anche derivanti da fonti legislative diverse.
Esporrò alcuni esempi.

IL RAPPORTO LAVORO NEL SETTORE PUBBLICO: dalla procedure di privatizzazione del rapporto di lavoro nel settore pubblico, oltre al riferimento all’art. 97 della Costituzione per la modalità di selezione, entrano in gioco il Codice Civile ed il Codice di Procedura Civile.

UN TRASFERIMENTO DEL PERSONALE DELLA SCUOLA: i riferimenti principali sono il CCNL Comparto Scuola, il Contratto Collettivo Integrativo sulla mobilità  e sulla mobilità annuale, la Circolare degli Organici.

LE USCITE DIDATTICHE: una recente circolare della Funzione Pubblica ha caricato di notevoli responsabilità il personale della scuola organizzatore delle uscite didattiche, con incombenze legate al controllo del mezzo, della condizione dell’autista, della dovuta copertura assicurativa,… Da questo esempio, si evince come accanto alle norme per le procedure di programmazione, delibera ed autorizzazione di un uscita didattica, si debba fare riferimento ai Codici Civile e Penale ed ai rispettivi Codici di procedure.

L’AUTONOMIA DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE: l’esercizio dell’autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, rimanda ad una innumerevole serie di norme per garantire il riconoscimento e l’esercizio della personalità giuridica da parte delle istituzioni scolastiche e dei loro organismi decisionali.
Innanzi tutto il DPR 275/99, il Regolamento dell’autonomia delle istituzioni scolastiche,  discendente dall’art 21 L. 59/1997, la cosiddetta Legge Bassanini.
Seguono, poi, le regole di funzionamento degli organi collegiali, raccolte nel D.Lgs. 297/1994, il Testo Unico delle norme della scuola, ma discendenti dai decreti delegati del 1974.
Ulteriori riferimenti irrinunciabili sono il D.I 44/2001 sul Regolamento Contabile e tutti i processi attivati con il sistema nazionale di valutazione, attraverso il DPR 80/2013: la stesura del Rapporto di Autovalutazione, il conseguente Piano di Miglioramento, il Piano dell’offerta Formativa Triennale e la Rendicontazione Sociale.
Infine, la recente L 107/2015, la Buona Scuola e tutti i contratti e le norme che regolamentano ordinamenti, iscrizioni, organici.

Tali esempi dimostrano quanto una situazione abbia bisogno di un fitto intreccio di norme, pertanto, la stessa non può essere affrontata con superficialità e fermandosi alla prima notizia trovata sulla rete.

Per essere attrezzati a saper individuare una notizia fondata o una falsa non esiste un algoritmo preconfezionato, ma dobbiamo attrezzarsi per saper problematizzare consapevolmente cosa significa vero e acquisire consapevolezza su quanto tale ricerca arricchisca la nostra crescita.

Una tendenza diffusa che si nasconde dietro le fake è anche quella che promuove il ricorso facile per far calzare una norma, un bando, una legge sulla mia soggettiva e specifica esigenza. Peccato che il mio interesse soggettivo e legittimo cozza sempre contro qualche interesse soggettivo e legittimo di qualcun altro: se le stesse realtà sostengono il ricorso dell’uno e dell’altro, la domanda da porsi è quale sia la linea politica di scelte che li caratterizza.
La vertenza è legittima e, per fortuna, esiste, ma va utilizzata come estrema ratio, dopo che vari tentativi di soluzione sono stati perseguiti senza ottenere il risultato. Non può,  però,  divenire la strada intrapresa di fronte a qualsiasi norma o bando che detta determinate regole, per superare i vincoli posti da queste.
Inoltre, bisogna saper problematizzare anche il ricorsificio facile ed immediato, per capire quali abbiano un possibile fondamento e quali siano, invece, solo specchietti per le allodole.

Un interessante esempio di complessità di analisi della norma che caratterizza nello specifico la professione docente è l’art 27 del CCNL Comparto Scuola, che delinea il profilo del docente: “il profilo professionale del docente è costituito da competenze disciplinari, metodologico -didattiche, informatiche, linguistiche, psicopedagogiche, organizzativo -relazionali, di orientamento, di ricerca, documentazione e di valutazione tra loro correlate ed integranti”.
Ne scaturisce il profilo di un docente che deve maturare una complessa ed articolata preparazione, in un contesto ulteriormente complicato dalla globalizzazione e dalla frenesia della civiltà digitale. Ne è dimostrazione il recente contratto della scuola che ha dovuto inserire il principio del diritto alla disconnessione, per regolamentare l’utilizzo dei canali digitale per veicolare le informazioni e le direttive.

La necessità e la significatività della norma si colgono anche in due passaggi fondamentali che riguardano l’esercizio dell’autonomia delle istituzioni scolastiche e l’attuazione del sistema di valutazione, brevemente accennati prima. Le due norme di riferimento sono rispettivamente la Legge 59/1997, la cosiddetta Riforma Bassanini, dalla quale è disceso il DPR 275/1999, il Regolamento dell’autonomia ed il D.Lgs. 80 del 2013 che ha istituito il sistema nazionale di valutazione.
Ebbene l’anno Scolastico 2018/19 è l’anno di allineamento dei due processi, che sono passati attraverso alcune fasi: il RAV, il PDM, il PTOF ed il BS.

Cercherò ora di spiegare ciascun acronimo ed i processi sottesi alla realizzazione dello stesso.
RAV: il Rapporto di Autovalutazione, che prescrive agli organi collegiali di saper analizzare e descrivere.
PDM: il Piano di Miglioramento, che scaturisce dall’analisi precedente ed insieme al Piano Triennale dell’Offerta Formativa, prevede di saper organizzare e realizzare.
BS: il Bilancio Sociale, ultima fase del sistema di valutazione, che vedrà attuazione nei prossimi mesi e prevede la capacità di valutare e di raccontare.

Ciascuno dei processi descritti è strettamente correlato all’altro e non può essere condotto da singole commissioni di lavoro in seno al collegio docenti senza un confronto, un coinvolgimento ed una partecipazione di tutti gli attori della scuola.
Se questo non accade, ciascun adempimento viene subito e vissuto come mero atto burocratico, fine a se stesso e privo della reale efficacia.

Descritto tale quadro entro cui ci si muove secondo regole precise, specifiche e complesse nella loro articolata applicazione, possiamo paragonare la scuola ad un sistema aperto, con una struttura complessa, le cui parti sono in relazione non lineare tra loro, me in costante influenza reciproca  e in continua integrazione. Basta pensare quanto lo stesso studente non sia un utente finale, ma colui che influenza le scelte formative di un’istituzione scolastica.

Infine, alla scuola si può applicare la teoria dei legami deboli: un insieme di sistemi e di senso diversi, rappresentati dalle famiglie, dai docenti, dai dirigenti,… con alta adattabilità, centrata su connessioni altamente flessibili, centrata sul processo e influenzata dalla corresponsabili tra le parti de il tutto.

In questo “gioco” le cui regole sono tante ed intrecciate tra loro, la professione docente va affrontata con uno sguardo complesso e d’insieme, leggendo le stesse norme come elementi chiave la cui non conoscenza genera disfunzionalità. Piuttosto, le stesse vanno lette, affrontate, analizzate e integrate da diversi punti di vista: giuridico e giurisdizionale, pedagogico, didattico, educativo, storico, sociale,…

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