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Nuova Maturità: Aggiornamenti 2019

Dopo le anticipazioni del Ministro Bussetti, completiamo l'aggiornamento sull'esame finale del 2° ciclo di istruzione e formazione 2018/19


Luisa Treccani
Nuova Maturità: Aggiornamenti 2019
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L’esame conclusivo del secondo ciclo di studi è stato aggiornato attraverso il D.Lgs. 62/2017, attuativo di una delle deleghe della Legge 107/2015  ed è ben descritto nel contributo Esame di maturità: cosa cambia nel 2019

Nell’articolo sono argomentati gli aspetti contenuti nei principali riferimenti normativi: D.Lgs. 62 del 13/04/2017, D.Mle. 769 del 26/11/2018, le parti ancora in vigore della Legge 425 del 10/12/1997 e del DPR 122 del 22/06/2009, le recenti Note Miur 3050 e 17676 del 4/10/2018.  Si descrivono le principali novità in merito ai requisiti di ammissione, al credito scolastico, alla struttura e all’organizzazione delle prove d’esame, ma si lasciano aperti una serie di quesiti, cui tenteremo di ricostruire delle risposte  attraverso le ultime novità esternate ieri, 28 Gennaio 2019 e per le quali è in uscita un nuovo Decreto Ministeriale per Marzo.

Il diploma finale sarà accompagnato da un altro documento: il curriculum dello studente. Quest’ultimo dovrà contenere il piano di studi, le competenze acquisite nell’esperienza di Alternanza Scuola Lavoro e in attività extracurriculari ed extra scolastiche, l’attestato sugli esiti delle prove Invalsi.

Dal Ministero verrà fornito un apposito modello nei prossimi mesi.

Indubbiamente è in linea con le Indicazioni Nazionali ed il Quadro Europeo delle Competenze per l’Apprendimento Competente del 2018 certificare le esperienze di apprendimento formale, non formale ed informale dello studente, ma non si rischia solo un ulteriore appesantimento burocratico di documentazione?

Rispettando quanto ben descritto nei due documenti sopracitati, le Indicazioni ed il EQF, i consigli di classe già nel confronto e nell’elaborazione del Documento del 15 Maggio, delineano il percorso dello studente.

Non sarebbe stato forse più significativo e funzionale avviare un percorso pluriennale che aprisse un’autentica discussione sulla certificazione delle competenze? Il dibattuto tema del superamento del valore legale del titolo di studio potrebbe rientrare ma con una serie, attenta e puntuale progettazione che coinvolga gli attori della valutazione.

Un curriculum dello studente, costruito di fretta in vista delle imminenti scadenze dell’anno in corso, senza, peraltro, un coinvolgimento diretto e consapevole degli stessi studenti, si riduce ad un adempimento meramente burocratico, privo di efficacia didattica e formativa.

Rinviare, piuttosto, a tempi più distesi, ad una partecipazione consapevole, un autentico percorso di certificazione delle competenze acquisite sarebbe maggiormente rispondente alla co-costruzione di un curriculum dello studente.

Attendiamo, ora, di conoscere nel dettaglio i contenuti del decreto per riservarci ulteriori riflessioni e spunti di dibattito.

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