MARCO CORTI
Digital Strategist

Un sito non è solo design: è SEO, architettura dei contenuti, user experience, strategia editoriale.

Ogni elemento ha una funzione.

Ogni scelta una ragione.

Sono Marco Corti, Digital Strategist. Navigando questo progetto, stai già sperimentando il mio metodo di lavoro.

Logo Marco Corti

© MicroTag | Marco Corti.
P.IVA IT04394750980

Alcune parole dell’Economia Civile

In occasione del Festival dell'Economia Civile a Firenze, è interessante un breve approfondimento di questa disciplina.

festival economia civile

Le radici dell’economia civile si fanno risalire alla tradizione di pensiero economico e filosofico dell’Umanesimo civile e a quella più remota nel pensiero di Aristotele, Cicerone, Tommaso d’Aquino.
Il termine civile è stato introdotto come aggettivo nel 1765 da Antonio Genovesi, economista, nella propria opera Lezioni di Commercio o di Economia Civile. Con questo contributo si identifica la nascita ufficiale della cosiddetta economica civile.
La prima cattedra di economia al mondo nasce proprio a Napoli,  partendo da un’idea di cooperazione che ha come orizzonte la felicità pubblica.
Di seguito, in vista del primo Festival Nazionale dell’Economia Civile, cercherò di sintetizzare alcuni termini chiave attraverso cui analizzarne contenuti e valori.

Gratuità

Non è il gratis (prezzo zero), ma prezzo infinito.
Non è neanche l’altruismo, né la filantropia, poiché è un atteggiamento morale, che porta ad accostarsi agli altri, alla natura, a se stessi non in cerca di qualcuno o qualcosa da usare a nostro vantaggio, ma da trattare con rispetto e in un rapporto di reciprocità.
C’è uno stretto rapporto tra gratuità e dono, non come oggetto ma come atteggiamento e azione del soggetto. Tuttavia, non tutti i doni sono uguali, poiché il dono che i latini chiamavano munus, e non donum, poneva l’accento sull’obbligo, che non era una faccenda di gratuità.

L’incivilimento

L’incivilimento si misura sulla base delle virtù civili e della equa distribuzione della ricchezze: i beni e le ricchezze sono valutate in base al loro contributo o meno all’aumento della civiltà dei popoli e delle comunità.

La pubblica felicità

La pubblica felicità nasce da un’etica delle virtù e del bene comune, mentre la ricerca della felicità mette al centro l’individuo. In questi tempi di crisi stiamo vedendo che la stessa ricerca individuale di felicità no si compie senza prendere sul serio la dimensione sociale e relazionale. Non c’è felicità individuale senza quella pubblica. In Toscana nel settecento l’espressione usata dagli economisti di questa terra, eredi dell’Umanesimo civile, era benestare.

La reciprocità

Si tratta di un rapporto dinamico che collega i soggetti nella vita comune. La condizione per poterla generare è un mutuo dare e ricevere, anche con registri e forme diverse. La più nota e semplice forma di reciprocità è il contratto, ma ve ne sono anche di più sofisticate.

Beni relazionali

La categoria è stata introdotta nel dibattito teorico principalmente da quattro autori provenienti da settori disciplinari diversi: Martha Nussbaum (1986), filosofa, Pierpaolo Donati (1986), sociologo, Benedetto Gui (1987) e Carole Uhlaner (1989), economisti. Comun denominatore alle diverse teorie è considerare  la relazione come un bene, riconoscendo, pertanto, il rapporto tra i soggetti non è come un mezzo ma come il fine stesso.

L’economia moderna soffre per mancanza di fraternità civile: il suo posto è preso dal comunitarismo o dall’anomia solitaria del capitalismo.
C’è un altro modello che siamo chiamati a favorire: il modello economico-relazionale dell’Economia Civile, centrato sulla reciprocità, sul bene comune e sulla persona che ne
promuove la ricerca con efficienza ed equità. 
Questo percorso è stato approfondito e sperimentato a Brescia con SEC ed un nutrito gruppo di docenti nel corrente anno scolastico: è stato un laboratorio di formazione per chi ha a cuore una visione alta dell’uomo e del suo agire sociale ed economico.

I principi cardine a cui fare, allora, riferimento sono gratuità, incivilimento, pubblica felicità, reciprocità, beni relazionali, sostenibilità.

POST

Articoli e Approfondimenti Correlati.

IeFP, Istruzione e Formazione Professionale

Istruzione e formazione professionale sono state oggetto di una significativa revisione con la Legge della Buona Scuola.

IeFP, Istruzione e Formazione Professionale

Piano programmatico Ministro Bianchi: cosa ci aspetta?

Per essere aggiornati sulle prospettive in atto nel mondo della scuola, è importante conoscere quali siano i propositi del Ministro dell'istruzione.

Piano programmatico Ministro Bianchi: cosa ci aspetta?

Il Testo Unico delle norme sulla scuola

Il Testo Unico delle norme sulla scuola è una raccolta organizzata e ragionata di tutti gli interventi legislativi.

Il Testo Unico delle norme sulla scuola

Scuola: riforma o sperimentazione?

Ogni intervento nella scuola passa attraverso riforme dall'alto, trascurando lo scientifico strumento della sperimentazione.

Scuola: riforma o sperimentazione?
FAQ

Domande Frequenti Correlate.

leggi la FAQ
Che differenza c’è tra decreto legge e decreto legislativo?

Il decreto legge è regolamentato dall’articolo 77 della Costituzione. 

Il decreto legge può essere emanato dal Governo in soli casi di necessità ed urgenza. 

il decreto legge viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entra immediatamente in vigore, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro 60 giorni, pena la sua decadenza dall’origine.

Il decreto legislativo è regolamentato dell’articolo 76 della Costituzione.

Il decreto legislativo è emanato dal Governo previa delega da parte del Parlamento che fissa anche i principi e criteri direttivi da rispettare per regolamentare la materia sul quale è stato delegato.

leggi la FAQ
Quali sono i decreti attuativi della Buona Scuola?

La Legge 107 del 2015, meglio nota come legge della Buona Scuola, ha previsto, all’articolo 1 Commi 180 e 181, di delegare il governo per normare determinate materie. Una di queste materie riguardava la riscrittura del Testo Unico delle norme sulla scuola ma non è stata discussa ed approvata. Mentre, le altre materie hanno visto l’emanazione di una serie di decreti legislativi, approvati nel 2017, che vanno dal numero 59 al numero 66 e ciascuno approfondisce una specifica materia che è stata delegata al Governo.

leggi la FAQ
Cos’è l’ordinamento scolastico?

Per ordinamento scolastico si intende come è organizzato il sistema scuola all’interno di un Paese. 

Nel nostro caso specifico, abbiamo il sistema integrato di educazione, istruzione dagli 0 ai 6 anni di età, che è articolato in servizi educativi e scuola d’infanzia. Nei servizi educativi troviamo i nido, i micro nido, le sezioni primavera. 

Abbiamo, poi, il primo ciclo di istruzione che si articola in scuola primaria, scuola secondaria di primo grado.

Si passa alla scuola secondaria di secondo grado che si articola in istituti tecnici istituti professionali e licei e nel sistema dell’istruzione e della formazione professionale, che include i percorsi triennali e quadriennali.

Infine abbiamo poi il sistema dei centri permanenti di istruzione per gli adulti (CPIA) che includono il percorso di primo livello, di secondo livello e di prima alfabetizzazione per l’acquisizione della lingua italiana.

LEX

Legislazione e Normativa Scolastica.

Decreto Legislativo n. 59 del 1998
Legge n. 53 del 2003 – Riforma Moratti
Decreto Legislativo n. 59 del 2004
PNRR Futura: la Scuola per l’Italia di Domani

Fai la differenza nella tua scuola!

Scroll