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Ricostruzione carriera docenti: calcolo e documentazione necessaria

Per applicare la ricostruzione carriera docenti viene applicato un sistema particolare di calcolo e sono necessari alcuni documenti irrinunciabili.

documentazione ricostruzione carriera docenti

Prima di approfondire nel dettaglio quali siano i documenti indispensabili per presentare la domanda di ricostruzione di carriera docenti, è importante approfondire come avvenga il calcolo utile a riconoscere i servizi.

Di tutti i periodi richiesti a riconoscimento, i primi 4 anni sono riconosciuti per intero ai fini giuridici ed economici, mentre il restante periodo vede riconosciuti i 2/3 per intero ed il restante 1/3 ai soli fini economici.

Il riconoscimento ai soli fini economici significa che il recupero di quel 1/3 residuo avverrà alla maturazione dei 16 anni di carriera per i docenti laureati scuola secondaria, dei 18 anni per i docenti degli altri ordini di scuola – ITP e DSGA, dei 20 anni per gli ATA.

Le classi stipendiali che sviluppano l’anzianità di servizio nella scuola sono le seguenti: classe 0-8/ 9-14/ 15-20/ 21-27/ 28-34/ 35.

Per poter presentare domanda di ricostruzione di carriera docenti e vedere riconosciuti i periodi dichiarati sono indispensabili i seguenti documenti:

  • Titolo di studio prescritto per prestare quel servizio, fornito in copia autentica o autocertificata;
  • Certificati di servizio o autocertificazione relativa ai periodi di servizio di cui si chiede il riconoscimento sull’anzianità di servizio;
  • Relazione sul superamento del periodo di prova e conferma in ruolo rilasciate dal comitato di valutazione;
  • Contratto a tempo indeterminato registrato.

I periodi di servizio dichiarati devono, poi, essere confermati dalle istituzioni scolastiche dove sono stati prestati.
Infatti, la scuola che gestisce la pratica di ricostruzione di carriera docenti interpella le singole istituzioni scolastiche dichiarate dall’interessato per ottenere tale riscontro.

Qualora si ritenga che non sia stato correttamente riconosciuto il servizio richiesto o vi siano stati degli errori da parte dell’amministrazione o della Ragioneria Territoriale dello Stato è possibile presentare ricorso.
L’eventuale ricorso va presentato al giudice ordinario in funzione del giudice del lavoro per ricostruzioni carriera successive al 15/09/2000.
Per decreti di ricostruzione entro il 15/09/2000, ormai concretamente non più esistenti, andava presentato ricorso al TAR (entro 60 gg) o al Presidente della Repubblica (entro 120 gg).
Per evitare il ricorso si può provare preliminarmente una strada alternativa: il tentativo di conciliazione all’ufficio scolastico regionale (USR) o all’ufficio territoriale del lavoro. Tale operazione è facoltativa dal 24/11/2010 e chiama in causa una terza parte, USR o ITL, con lo scopo di dirimere il contenzioso ed evitare la vertenza.

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La pratica di ricostruzione carriera docenti è fondamentale per vedere riconosciuti tutti gli anni di servizio prestati nel preruolo o in un altro ruolo.

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FAQ

Domande Frequenti Correlate.

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Quali permessi retribuiti sono previsti per chi è di ruolo nella scuola?

8 giorni per partecipare a concorsi ed esami, eventualmente comprensivi anche del viaggio.

3 giorni di lutto per evento anche non continuativi, per la perdita del coniuge, di parenti entro il secondo grado, di un componente per nucleo familiare o convivente stabile o affine di primo grado.

3 giorni di permesso per motivi personali o familiari, da documentare anche attraverso autocertificazione.

15 giorni consecutivi per il matrimonio, da fruire da una settimana prima a due mesi successivi all’evento.

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Cosa si intende con l’affermazione privatizzazione del pubblico impiego?

Con l’affermazione privatizzazione del pubblico impiego si fa riferimento a quel processo che, passando attraverso il decreto legislativo n. 92 del 1993 ed il cosiddetto Testo Unico del pubblico impiego, il decreto legislativo n. 165 del 2001, ha progressivamente equiparato la disciplina del pubblico dipendente a quella del lavoratore privato.

Questo processo ha comportato l’introduzione di un contratto individuale di lavoro ed una contrattazione collettiva di settore.

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Cosa ha comportato il processo di privatizzazione del pubblico impiego?

Ha comportato una serie di effetti.

  • La separazione tra indirizzo politico e l’attività di gestione. L’ indirizzo politico è detenuto dalla governo dagli organi di governo e fissa le linee generali e gli obiettivi. Le attività di gestione degli organismi, in particolare dirigenziali, sono volti ad attuare le scelte dell’indirizzo politico.
  • Effetti sul rapporto di lavoro inserito nel quadro della contrattazione collettiva nazionale e dei contratti individuali di lavoro di istituzione del ruolo unico di dirigenza.
  • La definizione di un trattamento di base stabilito in base all’efficienza e al raggiungimento di determinati obiettivi prefissati.
  •  La devoluzione delle controversie del rapporto di lavoro al giudice ordinario.
  •  L’istituzione del ruolo unico dirigenziale.
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Che cos’è un’azione in autotutela nella scuola?

Nell’azione in autotutela la scuola interviene unilateralmente, con mezzi a disposizione, per tentare di tutelare la propria sfera d’azione, per eliminare o conservare un atto invalido o inopportuno.

Sono considerati azione in autotutela i seguenti esempi: la correzione della graduatoria d’istituto, la sistemazione dei punteggi nella graduatoria dei concorsi, l’annullamento di un atto illegittimo…

Si definisce azione in autotutela in quanto la scuola interviene senza bisogno di attendere che un cittadino segnali l’errore o ricorra in tribunale.

Si tratta, pertanto, di un azione volta ad evitare contenziosi, giustificata da ragioni di interesse pubblico, che tiene conto degli interessati e dei controinteressati.

Le azioni di autotutela possono essere classificate in esecutive o decisorie.

LEX

Legislazione e Normativa Scolastica.

Decreto Legislativo n. 111 del 1995
Circolare Ministeriale n. 674 del 2016
DPR n. 249 del 1998
DPR n. 235 del 2007

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