Il problema del numero elevato di studenti all’interno delle classi si trascina ormai da anni, in particolare, dopo l’approvazione del DPR n.81/2009 che ha rivisto i parametri di composizione delle classi e la conseguente definizione dell’organico.

La legge nota come Buona scuola ha previsto la possibilità per il dirigente di ridurre il numero di alunni per classe. Peccato che venga da chiedersi come sia possibile se non viene attribuito un organico aggiuntivo per questo scopo. Inoltre, va affrontata anche la questione degli spazi: se riduco gli alunni in una classe devo, necessariamente prevedere un altra nuova classe dove poterli inserire… in quali spazi dell’edificio scolastico? La situazione della maggior parte delle scuole italiane è esplosiva e, frequentemente, comuni e province, responsabili di questo passaggio, devono trovare spazi aggiuntivi altrove per dislocare le classi.

In ogni caso, quell’impegno della Buona scuola non ha trovato concreta attuazione.

Ora siamo di fronte ad una nuova azione in questo senso: il documento La scuola al centro del Paese, discendente dagli impegni di investimento del Governo Draghi e di Bianchi, alla guida del Ministero dell’istruzione, esplicita la necessità di ridurre il numero di alunni per classe.

Come? Le due azioni fondamentali da fare sarebbero le seguenti:

  • Modificare il DPR n.81 sopra citato, rivedendo, così, i numeri massimi di composizione delle classi;
  • Investire risorse per organico aggiuntivo volto proprio alla creazione di nuove classi.

Ad oggi, azioni concrete in questo senso non ne abbiamo ancora viste.

La circolare delle iscrizioni per l’anno scolastico 2022/23 è imminente.

Speriamo che non si pensi di risolvere il problema attendendo gli effetti del calo demografico, con il conseguente assorbimento del personale in più che si verrebbe a generare.

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