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Formazione per l’inclusione: è stata fatta chiarezza?

Ritorno sul tema affrontato qualche settimana fa della formazione in vista dell’inclusione per il personale non specializzato che abbia in classe alunni/e certificati.

In data 15 Ottobre 2021 è, infatti, stata emanata la nota di chiarimento in materia, data la confusione dettata anche dalla sospensione del DI n.182 del 2020 con i relativi modelli del nuovo PEI.

La nota del 15 Ottobre ha stabilito che, nelle more di eventuali indicazioni sulla modularizzazione del corso, è consentita la prosecuzione dei percorsi formativi anche dopo la data del 30 novembre, prima scadenza stabilita, al fine di dare attuazione alle politiche dell’inclusione.
La nuova scadenza è ora il 30 marzo.

Rimane, tuttavia, il problema di inserire per legge un obbligo formativo non inserito nel contratto collettivo nazionale di lavoro. Come ribadito più volte, la formazione è una leva strategica per qualsiasi professionista, pertanto, anche per la professionalità nella scuola.

Per dare, però, il dovuto valore alla formazione per la professionalità è indispensabile e non più rinviabile identificare anche il dovuto riconoscimento della stessa nel contratto.

Non possiamo pensare di continuare a trovare soluzioni palliative come la revisione del piano annuale delle attività del personale docente, già carico di impegni, o attingendo ai finanziamenti della contrattazione decentrata d’istituto.

Auspico, pertanto, una rapida apertura della contrattazione nazionale che adegui il contratto alle mutate ed appesantite condizioni di lavoro, in modo da affrontare in modo chiaro e rispettoso delle professionalità della scuola anche il tema della formazione.

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