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Competenze chiave e soft skills

Nell'analisi delle singole 8 competenze chiave per l'apprendimento permanente, il Consiglio della UE ha posto particolare attenzione alle cosiddette soft skills

soft-skills

Le soft skills sono quegli atteggiamenti e comportamenti che consentono ad una persona di riuscire a relazionarsi con il mondo, con gli altri e saper affrontare tutte le situazioni, soprattutto, considerando le variabili di cambiamento e gli imprevisti. 

Per fare in modo di valorizzare queste competenze è fondamentale, però, saper riconoscere anche tutte le forme di apprendimento che possono avvenire: apprendimento formale, informale, non formale. In questo modo, si guarda a tutti i contesti che possono favorire un apprendimento: il contesto lavorativo, il contesto scolastico ed extrascolastico o il tempo libero. 

Il Consiglio dell’UE elenca le seguenti soft skills:

  • autonomia, fiducia in se stessi, resistenza allo stress, 
  • capacità di pianificare ed organizzare, 
  • costanza di apprendere in maniera continuativa, 
  • capacità di saper raggiungere gli obiettivi, 
  • capacità di saper gestire le informazioni, 
  • essere intraprendente e avere spirito di iniziativa, 
  • capacità comunicativa, 
  • capacità di problem solving, 
  • saper lavorare in gruppo, 
  • capacità di leadership. 

Questa serie di cosiddette abilità e competenze per la vita sono indispensabili per sapere affrontare qualsiasi situazione quotidiana cui si è messi di fronte, in ambito di studio, nel tempo libero o nel contesto lavorativo. Infatti, le competenze hanno proprio l’obiettivo di fare in modo di saper affrontare qualsiasi situazione, anche imprevedibile possa essere incontrata. Conseguentemente, le scelte didattiche attente alle competenze devono cercare di proporre delle attività che consentano agli studenti e alle studentesse di cimentarsi in esperienze che stimolino un apprendimento situato.

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Attraverso le indicazioni nazionali ogni istituzione scolastica ha una cornice di riferimento entro la quale definire il proprio curricolo d'istituto.

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FAQ

Domande Frequenti Correlate.

Le indicazioni nazionali definiscono le finalità, i traguardi di competenza e gli obiettivi specifici di apprendimento per la scuola dell'infanzia e il primo ciclo di istruzione. Hanno natura normativa: ogni istituzione scolastica è tenuta a tradurle nel proprio curricolo d'istituto, nell'ambito dell'autonomia scolastica garantita dal DPR 275 del 1999. Il documento vigente è il decreto ministeriale del 9 dicembre 2025, in vigore dall'11 febbraio 2026.

Approfondimento: Cosa sono le indicazioni nazionali per il curricolo e perché vincolano le scuole?

No. Il decreto ministeriale del 9 dicembre 2025 non introduce l'obbligo dell'insegnamento del latino. Il regolamento consente alle scuole di avviarne l'insegnamento già dalle classi seconde e terze della scuola secondaria di primo grado funzionanti nell'a.s. 2026-27, utilizzando gli spazi di autonomia curricolare riconosciuti dal DPR 275 del 1999. Si tratta di una possibilità, non di un obbligo generalizzato.

Approfondimento: Latino obbligatorio alle scuole medie? Cosa prevede il DM del 9 dicembre 2025?

Gli obiettivi specifici di apprendimento (OSA) indicano, per ciascuna disciplina, i contenuti e le abilità che gli studenti devono sviluppare. Con il decreto del 9 dicembre 2025, gli OSA della scuola primaria sono articolati al termine della classe terza e della classe quinta.

Approfondimento: Obiettivi specifici di apprendimento: cosa cambia con le indicazioni nazionali 2025?

Dall'anno scolastico 2026-27, le nuove indicazioni nazionali si applicano alle classi prime della scuola primaria. Per ogni disciplina il decreto adotta uno schema fisso: "Perché si studia", traguardi di competenza, obiettivi specifici di apprendimento e conoscenze attese. Gli obiettivi specifici sono ora articolati al termine della classe terza e della classe quinta.

Approfondimento: Indicazioni nazionali 2025: cosa cambia per i docenti di scuola primaria?

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Circolare n. 958 del 2023 indicazioni su orientamento
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