Sei interessata o interessato ad accedere alle supplenze come personale docente nella scuola?

Approfondiamo come funzionano le graduatorie da cui si ricerca il personale. 

Cerco di offrire punti di riferimento precisi nel confuso marasma del come lavorare nella scuola da docenti.

Innanzitutto, è indispensabile capire come si può accedere alle graduatorie che permettono di essere chiamati come supplenti quale personale docente.

Va, però, sottolineato come sul tema si deve sempre essere aggiornati, in quanto è frequente la modifica delle condizioni e delle regole per fare il supplente.

Se sei interessato ad intraprendere la carriera da docente, partendo dall’esperienza delle supplenze, devi costantemente tenere monitorato quali siano i momenti nei quali viene aperta o aggiornata la graduatoria e quali siano i vincoli di accesso. 

Evidenzio in modo marcato la necessità di rimanere costantemente aggiornati perché su questo tema non c’è mai una costante, cioè, spesso e volentieri, ad ogni nuovo aggiornamento ci sono delle novità: il non conoscerle può diventare un problema, perché puoi sbagliare a completare la domanda, piuttosto che non essere informato su determinate condizioni indispensabili per poter accedere.

L’altro aspetto da tenere sempre costantemente monitorato sono i tempi. Infatti, non esiste un periodo ben preciso di apertura di questa graduatoria ma periodicamente vengono riaperte o, comunque, aggiornate per chi è già inserito.  Quindi, è indispensabile sapere di queste scadenze perché perdere il treno vuole dire rimanere fuori da questa opportunità per diversi anni. 

TFA sostegno 2023

TFA Sostegno 2023

Approfondiamo quali siano i requisiti richiesti, le prove da affrontare e, soprattutto, i suggerimenti per prepararsi al meglio alla selezione per l’accesso al prossimo TFA sostegno

Innanzitutto, il termine supplenza si riferisce al sostituire, supplire il personale assente. Infatti, queste graduatorie vengono utilizzate per chiamare il personale docente ogni qual volta il personale titolare sia assente.

Ci possono essere diverse tipologie di assenze: 

  • Supplenze brevi, denominate supplenza breve e saltuaria, che riguarda quei periodi di assenza per il quale il titolare del posto ha diritto alla conservazione della sua titolarità (ad esempio, l’assenza per malattia, brevi periodi di permesso non retribuito, un breve periodo di aspettativa). Si tratta di situazioni nelle quali viene chiamata una persona a sostituire il titolare che ha diritto alla conservazione del posto.
  •  Supplenze annuali, cioè gli incarichi che hanno una durata molto più lunga della supplenza breve. Abbiamo due tipologie di assenza e di copertura dell’incarico annuale, al 30 Giugno ed al 31 Agosto.

La nomina dal primo Settembre al 30 Giugno è fino alla fine delle attività didattiche, si tratta di posto di tipo B, cioè sul quale non si proceda con l’immissione in ruolo.

Le motivazioni per il quale il posto è vacante per dieci mesi possono essere diverse: il titolare è in distacco, si è assentato per un’assenza molto lunga, come un’aspettativa oppure un periodo di congedo legato ad una situazione di salute o di assistenza familiare.

Il posto dal primo Settembre al 31 Agosto è classificato come posto di tipo A, rimasto libero dopo le immissioni in ruolo.

La differenza è evidente: il posto vacante al 31 agosto prevede anche la retribuzione estiva. Nel caso della supplenza al 30 Giugno, terminata la nomina, si può accedere alla disoccupazione se ci sono i requisiti previsti dall’INPS.

Per essere chiamati a coprire questi posti e, quindi, ad assumere delle supplenze, è indispensabile essere inseriti in una graduatoria. 

Cos’è la graduatoria? è un elenco graduato di persone che si rendono disponibili per essere chiamati a supplire il personale assente. Naturalmente, questa graduazione delle persone avviene attraverso dei punti che possono essere attribuiti per il titolo di accesso, quindi dalla tipologia di titolo e dalla votazione conseguita, oppure per altri titoli culturali come laurea, master, corsi di perfezionamento, dottorato di ricerca, concorsi pubblici superati nell’ambito della scuola.

Per attribuire tali punteggi c’è una tabella che consente di classificare queste diverse tipologie di titoli culturali aggiuntivi rispetto al titolo di accesso e che permette di accumulare punti che servono per aumentare la posizione in graduatoria.

Inoltre, il punteggio è dato dal servizio, cioè ogni qual volta sono assunte delle supplenze, si ha la possibilità di accumulare un riconoscimento di punteggio che quindi permette di accrescere la posizione in graduatoria. 

Come anticipato, è indispensabile tenersi aggiornati perché in occasione delle riaperture delle graduatorie ci possono essere delle novità.

Attualmente abbiamo una graduatoria denominata GPS, Graduatoria Provinciale delle Supplenze, nella quale si inserisce quel personale che ha titolo ad assumere gli incarichi annuali di tipo A o di tipo B.  

Un caso eccezionale è accaduto nell’anno scolastico 2021/22: questa graduatoria è stata utilizzata anche per poter effettuare delle assunzioni in ruolo su posti di sostegno. Sì è trattato di una situazione eccezionale, che non strutturale, ma durerà solo per alcuni anni.

L’intento con quale stato introdotto questo principio è stato coprire i tantissimi posti vacanti a disposizione e tentare il più possibile di ridurre il livello di precariato che purtroppo attanaglia la vita della scuola. 

La GPS viene aggiornata e riaperta ogni due anni e, in questo caso, è importante ricordare la durata biennale di questa graduatoria.

Questo è un altro fattore da tenere sempre costantemente verificato, perché negli anni passati è stato oggetto di frequente modifica.

 Con l’inserimento in GPS si è automaticamente inseriti anche nelle graduatorie d’istituto che l’interessato sceglie. Si tratta anche qui di un elenco graduato, distinto scuola per scuola, utilizzato per cercare il personale in sostituzione per supplenze brevi e saltuarie, cioè di breve durata.

In seconda battuta, esaurite le GPS, la graduatoria d’istituto della singola scuola può essere utilizzata per coprire posti rimasti vacanti al 30 Giugno o al 31 Agosto, avanzati dagli incarichi prima dell’inizio delle lezioni.

Per essere inseriti nelle graduatorie d’istituto basta completare la domanda delle graduatorie provinciali, ricordardandosi di inserire un elenco di istituti.

È fondamentale ricordare queste due tipologie di elenchi, GPS e graduatorie d’istituto, perché tralasciarne anche solo uno, preclude o riduce la possibilità di lavorare.

Quando si apre la possibilità di accedere a questa graduatoria bisogna ricordarsi che la modalità attraverso la quale una persona può richiedere di accedere è quella di completare la domanda di inserimento o di aggiornamento attraverso il supporto di istanze on line.

Si tratta di un supporto sul sito del Ministero dell’Istruzione all’interno del quale vengono gestite tutte le pratiche che interessano il mondo della scuola. 

L’unica modalità di accesso possibile ora è attraverso lo SPID, il Sistema Pubblico di Identità Digitale.

Chi intende registrarsi o è già registrato e necessita di effettuare una pratica all’interno di questo supporto deve ricordarsi anche di un altro importante elemento il cosiddetto codice personale,  perché in alcuni casi è richiesto per procedere con la conferma delle operazioni. Quindi, ricordate che nel momento di riapertura delle graduatorie, se avete già lo Speed, verificate le credenziali di accesso, altrimenti, attivatevi per ottenerle o recuperale. Come si compila la graduatoria, come accedere alle supplenze passa attraverso autocertificazione, cioè attraverso il supporto fornito dal Ministero che indica le diverse voci da completare. Il candidato deve autocertificare dati personali e soprattutto titolo di accesso che permette di inserirsi nella graduatoria.

Anche su questo tema, è utile fare una precisazione:  è utile verificare per tempo il titolo di accesso posseduto per capire se corrisponde a quello richiesto per la specifica graduatoria. Infatti, tante volte è capitato che un collega, magari neolaureato, fosse convinto di avere tutti i crediti formativi necessari per poter accedere ad una classe di concorso di insegnamento e scoprisse la mancanza di crediti utili, rimanendo escluso dalla graduatoria o, addirittura, licenziato per verifica della mancanza del titolo prescritto.

La scuola di servizio ha, infatti, il dovere di verificare i titoli di accesso autocertificati, condizione necessaria per poter assumere la supplenza.

Quali sono i principali riferimenti nel caso della scuola di infanzia e della scuola primaria? è possibile accedere alle graduatorie o attraverso il titolo magistrale o il diploma di istituto magistrale o di liceo socio psicopedagogico, comunque conseguito entro l’anno scolastico 2001/02.

L’altro titolo di accesso è la laurea abilitante in scienze della formazione primaria.

Il riferimento è la legge n. 169/2008.

Nel caso della scuola secondaria, il titolo di accesso indispensabile è la laurea, differente a seconda della classe di concorso alla quale si intende accedere.

Infatti, è indispensabile verificare di possedere i crediti formativi universitari che vengono prescritti.

I due riferimenti fondamentali sono il DPR n. 19/2016 e il DM n. 259/2017, dove trovate allegate delle tabelle differenziate per classi di concorso e, per ogni classe di concorso, è indicato il titolo di accesso indispensabile, differenziato per tipologie di laurea, vecchio ordinamento, laurea specialistica e laurea magistrale.

Nel 2017 è stato, poi, previsto un altro indispensabile requisito per poter accedere alle graduatorie della scuola secondaria: 24 CFU in ambito psicopedagogico e didattico. 

A dimostrazione della necessità di un costante aggiornamento, il DL n. 36/2022, convertito con la legge n. 79 del 29/06/2022, ha anticipato un piano di revisione delle classi di concorso. Pertanto, in vista del prossimo aggiornamento, sarà necessario verificare quali siano i titoli previsti.

Inoltre, in occasione del prossimo aggiornamento delle graduatorie vedremo vedremo quali le condizioni e le modalità di utilizzo delle stesse.

Per la questione dei 24 CFU in ambito metodologico e didattico, qualora siano stati affrontati durante il corso di laurea, vi suggerisco di chiedere specifica certificazione all’università che verifica la corrispondenza tra i vostri esami e quelli previsti nei 24 CFU.

Accanto all’autocertificazione del titolo di accesso, conditio sine qua non per presentare domanda, ci possono essere titoli culturali aggiuntivi, che attribuiscono punteggio. Anche questi vengono autocertificati e bisogna disporre della documentazione per la successiva verifica da parte delle scuole.

Anche i titoli culturali aggiuntivi sono classificati nella tabella di valutazione allegata all’ordinanza di riapertura delle graduatorie, seguendo alcuni criteri.

Per farli valutare va dichiarata correttamente la denominazione del titolo, la sede e la data del conseguimento.

Infine, l’altro aspetto che che permette di accumulare punti sono i cosiddetti i titoli di servizio cioè altre attività di supplenza o di ruolo che posso aver prestato nella scuola statale o paritaria o nell’ambito dell’obbligo dei centri di formazione professionale, che permettono di accumulare punti. In questo caso, per ogni mese o frazione di mese superiore ai quindici giorni, posso accumulare due punti fino a un massimo di dodici punti per anno scolastico.

Anche in questo caso vanno autocertificati ma bisogna disporre dei contratti per indicare correttamente la data di inizio e di fine della supplenza, la sede e la classe di concorso o l’ordine di scuola presso cui si ha lavorato.

In occasione delle ultime due aperture delle graduatorie, sul sistema di istanze online il Ministero aveva caricato in automatico le supplenze effettuate esclusivamente presso la scuola statale: agli interessati spettava il compito di verificarne la correttezza ed inserirle nella domanda.

Per poter calcolare il punteggio spettante per tutto quanto è stato autocertificato, bisogna verificare nell’ordinanza di riapertura o di aggiornamento della graduatoria, la tabella di valutazione dei titoli e del servizio.

L’ordinanza e la relativa tabella vanno considerate un riferimento sia per la compilazione della domanda, sia per la verifica del punteggio attribuito. Tale ultimo passaggio è spesso trascurato ma è fondamentale per cogliere eventuali errori e segnalarli all’ufficio scolastico. Infatti, a partire dall’istituzione delle GPS nel 2020, non è più prevista la pubblicazione di una graduatoria provvisoria, tuttavia, l’amministrazione può sanare i propri errori di valutazione in autotutela.

Si tratta, infatti, di un passaggio molto delicato: se la nomina attribuita attinge ad una graduatoria errata può accadere che, verificati i titoli dell’interessato, si rimetta in discussione il contratto di lavoro, con tutte le conseguenze del caso, come l’aver rinunciato nel frattempo ad altre chiamate in quanto già impegnato.

Può esserci anche il caso di un collega che segnala l’errore a proprio favore e rivendica la supplenza, facendo scalzare chi ha coperto illegittimamente il posto. 

Di conseguenza, ribadisco come sia molto importante verificare anche la correttezza dei punti attribuiti.

Da ultimo, ma non per importanza, nel momento in cui cominciate ad essere interpellati in virtù del vostro inserimento in graduatoria, dovrete tenere sempre in debita considerazione il cosiddetto regolamento delle supplenze, perché si tratta delle regole con cui poter accettare o rinunciare alle proposte di supplenza: quando posso rinunciare? quando posso cambiare la supplenza? posso non perfezionare il contratto dopo essere stato individuato dalle GPS sulla base delle mie preferenze?…

Il regolamento, rivisto proprio in occasione dell’aggiornamento del 2022, ha alcuni passaggi imprescindibili: spiega quando io devo necessariamente accettare una supplenza, quando ci sono le condizioni per poter rifiutare o che cosa mi può succedere in termini di sanzione nel momento in cui io rinuncio ad una supplenza, o lascio una supplenza già iniziata,…

Prima dell’avvio dell’anno scolastico viene emessa una circolare del Ministero dell’Istruzione che ricalca questo regolamento e che offre delle precisazioni: per esempio, indica quando posso accettare una supplenza e lasciarla per un posto migliore, oppure, come mi devo comportare per sommare degli spezzoni e comporre una cattedra intera,…

Come abbiamo avuto modo di vedere, entrare nel mondo della scuola e delle cosiddette supplenze è piuttosto articolato e complesso.

Tuttavia, con il costante aggiornamento sulle condizioni e regole e con la dovuta attenzione alle norme di riferimento in vigore, si possono affrontare tutti i passaggi utili.

Guida Pratica per i Docenti Supplenti

Per aiutare in questo intricato intreccio di informazioni, leggi, notizie, ho realizzato una guida patica per i docenti supplenti che contiene utili approfondimenti anche per il personale di ruolo.

Docenti Supplenti