Navigation

Articoli correlati

Torna agli ultimi articoli

Titolo magistrale: abilitante ma non si può stare nelle graduatorie ad esaurimento

Ora che sarà di questi insegnanti? Licenziati e riassunti? Confermati per continuità didattica fino alla fine dell'anno scolastico?


Luisa Treccani
Titolo magistrale: abilitante ma non si può stare nelle...

Il Tar Lazio si è espresso confermando il valore abilitante del diploma magistrale conseguito entro l’Anno Scolastico 2001/2002 ma escludendo la possibilità di far entrare o lasciare questo personale nelle cosiddette Graduatorie ad Esaurimento, chiuse nel 2007. Infatti, il tribunale sottolinea che l’inserimento per essere valido avrebbe dovuto avvenire entro quell’anno. Questo il contenuto della sentenza pubblicata il 13 Settembre 2019.
Perché questo non è avvenuto? Perché, allora, tale titolo era classificato come di accesso e non abilitante, pertanto non riconosciuto tra i requisiti di accesso alle graduatorie in questione.

Tempismo perfetto

La pubblicazione della sentenza arriva in una delicatissima fase di avvio dell’Anno Scolastico 2019/20: nel bel mezzo delle operazioni di nomina a tempo determinato di buona parte dei docenti. In molte province sono, infatti, in corso le chiamate per coprire i ben 155.000 posti vacanti. Nello specifico, la maggior parte dell personale inserito con il titolo incriminato ha già avuto una nomina con clausola risolutoria ed ha già iniziato a far lezione. Ebbene, non appena gli uffici scolastici territoriali renderanno operativa la sentenza, codesto personale verrà licenziato in attesa di essere riassunto con una nuova chiamata da una diversa graduatoria.

Che si fa della continuità didattica?

Il medesimo rischio si è posto l’anno scolastico scorso. Per prevenire il problema, è stata inserita nel decreto dignità (Legge 96/2018) una soluzione per garantire la tutela della continuità didattica: l’applicazione della sentenza non avrebbe determinato il licenziamento, ma il mantenimento in servizio per chi incaricato a tempo determinato e la trasformazione del contratto da indeterminato a determinato per coloro che fossero eventualmente passati di ruolo.
La soluzione di buon senso ha tentato di garantire la continuità didattica ed evitare il cambio dei docenti in corso d’anno.

Decreto salva precari

Una soluzione analoga è stata preventivata nei mesi scorsi ed inserita nel Decreto Salva Precari, discusso nei mesi scorsi ma mai approdato in Gazzetta Ufficiale.
Il rischio è, pertanto, che l’applicazione immediata del disposto della sentenza faccia scattare il licenziamento immediato di coloro che hanno preso una nomina da una graduatoria in cui non avevano titolo a permanere.

Cosa può accadere adesso?

L’ufficio scolastico ha 120 giorni di tempo utile per rendere operativa la sentenza. L’auspicio è che il Governo prenda immediatamente in mano la questione e risolva in modo analogo all’anno scolastico scorso. Codesto personale potrà, sicuramente, lavorare con nomina a tempo determinato da graduatoria d’istituto. Per essere assunto in ruolo deve, però, preventivare la partecipazione ad un concorso, ordinario o riservato. Come per il problema in generale del precariato nella scuola, il Miur ha necessità di affrontare la questione nel suo complesso.

Articoli correlati

Legislazione Scolastica

Autonomia differenziata lombarda sul tema istruzione

La cornice di riferimento entro cui si inserisce la cosiddetta Autonomia Regionale Differenziata è la Carta Costituzionale

Pubblicato il da Luisa Treccani
Legislazione Scolastica

Non c’è concorso senza ricorso

L'emissione di un bando genera spesso ricorsi prima ancora della pubblicazione dello stesso in Gazzetta Ufficiale. Tenterò di fare una semplice sintesi dell'annosa questione del titolo magistrale, conseguito entro l'Anno Scolastico 2001/2002, riconosciuto abilitante nel 2013, con tutte le conseguenze che ne sono derivate.

Pubblicato il da Luisa Treccani

Iscriviti alla NewsLetter

Ricevi gli ultimi articoli e aggiornamenti tramite email

Dati personali trattati ai sensi del Regolamento Europeo 679/2016 (GDPR) privacy policy